Sono ormai più di due anni che molte associazioni di legali , sanitari e ricercatori chiedono documentazioni e studi relativi alla vaccinazione imposta alla popolazione allo Stato, che non solo non risponde cosa già gravissima in una Stato democratico, ma in più continua a consigliare vaccinazioni cd anti covid, che anti covid non lo sono affatto data l’efficacia dello 0,7. L’ultimo appello alla trasparenza e al rispetto della salute del popolo italiano allo Stato proviene dall’Associazione Arbitrium-Pronto Soccorso Giuridico Per La Tutela Dei Diritti Inviolabili. Se le istituzioni continueranno a non risponderanno si procederà per le vie legali. Nell’intervista video l’avv. Valeria Panetta e l’avv. Manola Bozzelli.

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ARTICOLI COLLEGATI :

“Grafene e Anomalie nel sangue: verità o finizione” questo il titolo della serata organizzata da “Il Fronte del Dissenso” a Zoppola, nel pordenonese, il 16 giugno 2023, con relatore il dott. Fabio La Falce, farmacista ospedaliero. Secondo alcune teorie ricordiamo infatti che questo materiale nella forma ossido di grafene sarebbe presente nei vaccini e sarebbe una delle cause principali delle numerose reazioni avverse che si stanno registrando a carico dei vaccinati. Sul punto ci siamo già pronunciati in questo blog per cui rimando all’intervista con il dott. Amedeo Cinosi la cui posizione è condivisa dal dott. La Falce. Durante la serata però, e su questo voglio ora portare la vostra attenzione, il farmacista ospedaliero pordenonese, ha evidenziato un punto di estrema importanza, ovvero, l’efficacia dei vaccini e, prendendo come base delle sue dedizioni lo studio della Pfizer pubblicato sul New England Journal of Medicine il 10.12.20, ha messo in luce, ancora una volta, aspetti inquietanti rispetto ai dati dichiarati e al loro effettivo valore. La pubblicazione nello specifico affermava che “il vaccino a mRNA è risultato sicuro ed efficace nel 95% dei casi. Un risultato straordinario frutto dell’analisi dello studio di fase III che ha coinvolto oltre 43 mila persone. Un vero e proprio trionfo come descritto nell’editoriale di accompagnamento allo studio”.

Ma è davvero quanto è stato scritto nello studio? E se avessero mentito? E inoltre, quando gli studi parlavano di efficacia, di quale efficacia si trattava: quella relativa o quella assoluta? E che differenza c’è tra le due? Per il dott. La Falce, prove alla mano, ovvero lo studio stesso della Pfizer, hanno fatto passare per assoluta una efficacia relativa. Un comportamento gravissimo ma ancora più grave, se è possibile, è che nessun medico/ricercatore abbia verificato questi aspetti. I medici si sono limitati a obbedire e a dare credito, senza verificare quanto veniva stabilito dalle case farmaceutiche. Nessuno ha controllato davvero che quanto dichiaravano queste aziende, per lo più Società per azioni, mosse principalmente (per non dire esclusivamente) dallo scopo di lucro, fosse vero oppure no. Come se, lasciatemelo ricordare, le case farmaceutiche fossero agnellini illibati e non avessero mai provocato danni enormi anteponendo i loro guadagni alla salute delle persone (vd anche qui). Vi lascio all’intervista. Ad Maiora Semper

Per vuole approfondire qui il Documento preso dal Bollettino di informazione sui farmaci e pubblicato anche sul sito dell’AIFA

Nb. Nel servizio dico che si sono ammalate 4 persone nel gruppo dei vaccinati, in realtà sono 8.

Marianna Maiorino © riproduzione riservata

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Parte 1

Secondo alcuni medici e ricercatori nel sangue delle persone vaccinate ci sarebbe ossido di grafene e vi si troverebbe a causa delle vaccinazioni anticovid che a loro dire conterrebbero appunto il grafene.

Ora l’impiego di nanotecnologie quali il grafene non è una cosa fantascientifica anzi. Ne ho parlato già. Il punto, ora è capire una volta per tutte se c’è davvero oppure no  nel sangue dei vaccinati e prima ancora se c’è oppure no nei vaccini. E non è difficile scoprirlo perché la scienza ha tutte le tecnologie e le strumentazioni per dare le risposte. e poi c’è la logica. Tutte queste cose sono state usate nello studio in Preprint pubblicato sulla rivista Research Gate da tre ricercatori: Amedeo Cinosi, Loretta Bolgan e Carlo Martelli.

Nell’intervista le risposte nelle parole del ricercatore Amedeo Cinosi e anche la mia testimonianza personale rispetto all’ossido grafene, infatti con il dott. Fabio La Falce, usando il microscopio ottico abbiamo svolto molte analisi e scoperto delle cose incredibili.

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Cure negate ai malati covid prima, cure negate alle persone che dopo la vaccinazione soffrono a causa delle reazioni avverse, uno strano parallelismo che mette in evidenza la difficoltà del ministero della salute e degli altri protagonisti della gestione pandemica nel comprendere il proprio ruolo ovvero salvaguardare e proteggere la salute dei cittadini italiani.

Al convegno le Buone Notizie Curano organizzato a Busto Arsizio dall’ Associazione Soprattutto Liberi sabato 18 marzo, hanno partecipato centinaia di persone, per ascoltare professionisti che dall’inizio della pandemia hanno messo in luce le inquietanti ombre della gestione pandemica, cercato e trovato cure per salvare le persone nell’emergenza e oggi sono impegnati anche a trovare le soluzioni ai danni provocati dai vaccini.

Nel video interviste ai dott. Giuseppe Barbaro, Andrea Stramezzi, Loretta Bolgan, Paola Ponzo.

Ps. La dott.ssa Bolgan ha parlato anche dell’mRNA degradato. Gli attributi critici di qualità (CQA) relativi al grado di purezza dei sieri a  mRNA, ha detto, permettono, un grado di degradazione sino al 50% . Normalmente però per i farmaci l’ente regolatorio ha sempre indicato un grado di degradazione inferiore all’1%, un divario abissale rispetto al 50% consentito per i vaccini cd contro la covid 19.

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Una manifestazione in contemporanea nelle principali città d’Italia ha messo in piazza la realtà: i danni da vaccino ci sono e lo Stato li ignora.

In piazza a Treviso così come in altre piazze di Italia a sfilare sono tutte persone vaccinate che hanno subito danni da vaccino eppure i quotidiani che hanno riportato la notizia continuano a definirli “no vax, così ad esempio ha scritto il corriere della sera Veneto nella pagina di Treviso “Il popolo dei no vax è voluto tornare nelle piazze. A Treviso lo ha fatto con un lungo corteo di oltre 500 persone e due nuovi cavalli di battaglia” , insomma per i danneggiati da vaccino oltre al danno pure la beffa. Nell’articolo molte altre imprecisioni addirittura errori gravi come quello di scrivere che il dott. Fabio La Falce è stato radiato, informazione falsa. Il dott. La Falce è stato sospeso l’anno scorso per non aver fatto la terza dose e oggi lavora regolarmente. Sospensione e radiazione sono cose molto diverse.

Ma torniamo a noi, sul palco si sono avvicendati nell’ordine: Aidi Pasian e Giovanna Carli dell’associazione «vaccinati e danneggiati», il dott. Daniele Giovanardi ex primario del pronto soccorso del Policlinico di Modena, e fratello gemello dell’ex ministro Carlo, il dott. Riccardo Szumski accolto con calore e affetto, l’avvocato Jenny Lopresti, l’avvocato Andrea Oddo, Tommaso Todesca dell’associazione Ippocrate e il dott. Fabio la Falce.

Il dott. Riccardo Szumski da poco ha ricevuto la comunicazione della propria radiazione e ha annunciato che presenterà ricorso il 30 gennaio, nel video qui di seguito un estratto del suo intervento.

Ad Maiora

Marianna Maiorino (riproduzione riservata ©)

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Nel video l’intervista al dott. Fabio La Falce

intervista a Fabio La Falce

Il 2 novembre rientrano i sanitari sospesi dallo Stato perché in violazione a quanto previsto dagli art. 4 e 4 Ter del dl. 44/2021 (LEGGE 76/2021) ovvero l’obbligo vaccinale, hanno rifiutato di porgere il braccio. Tra essi c’è da chiarire che c’è chi proprio non si è mai voluto vaccinare ma anche chi, come il dott. Fabio La Falce , non ha voluto fare la terza dose. Oggi a un anno di distanza c’è da chiedersi se non abbiano avuto ragione loro a fronte di quanto accaduto in questo tempo, a partire dalle reazioni avverse che i vaccini stanno dimostrando di avere, ben superiori a quelle che ci avevano prospettato inizialmente , e sulla base delle quali si è formato il consenso così detto informato, senza parlare poi dei componenti dei vaccini dichiarati, questi sì, nelle schede tecniche quali ALC 0315 e ALC 0159 ( e non solo), che sono sostanze cancerogene come affermato nero su bianco nelle schede tecniche della ditta che li commercializza, la Cayman, e inoltre ci sono anche le dichiarazioni di Moderna che scrive serenamente che i vaccini hanno una bassa genotossicità!!! A parte il fatto che un farmaco determini la modifica del nostro genoma, anche se in maniere bassa, è inammissibile, ci tengo a precisare che nessuno ha mai acconsentito alla modifica del proprio patrimonio genetico, e anche qualora tutto ciò fosse stato fosse inserito nel modulo del consenso informato, ribadisco che un consenso estorto con il ricatto e non spiegato come non è stato spiegato con chiarezza nulla di quanto c’era scritto nel cd consenso informato, NON E’ Valido! E questo lo preciso giusto per dare un segnale a quanti affermano che diventando noi stessi OGM qualcuno avrebbe diritti sul nostro corpo. Follie complottiste? Forse. Ma è meglio chiarire le cose comunque anche perchè ricordiamo che quanto due anni fa era additato come follia , fake news, etc. etc. oggi è affermato dalle stesse case farmaceutiche, ovvero: 1. il vaccino è genotossico , e che la genotossicità sia definita bassa non è una cosa che può farci tirare un sospiro di sollievo posto che, ripeto, non è nè ammissibile, nè accettabile, che un farmaco modifichi il nostro genoma. 2. Non sono stati fatti test di cancerogenicità, il che oggi non esclude , anzi, che i vaccini aumentino le probabilità di ammalarsi di tumore. Della serie ti sei vaccinato, ti sei preso la covid ( anche in forma grave) e poi ti viene pure un tumore!! Mentre le le fonti istituzionali assicuravano i che i vaccini erano efficaci e sicuri. A due anni e mezzo stimo vedendo come niente di quanto ci hanno detto era vero. Di tutto questo ci parla nell’intervista Fabio La Falce, il farmacista ospedaliero che già un anno fa aveva scoperto la violazione dell’appropriatezza prescrittiva, nonché la violazione delle norme che hanno determinato (illegittimamente quindi) la immissione condizionata in commercio dei vaccini. In estrema sintesi: questi vaccini non avrebbero mai dovuto essere inoculati in un corpo umano.

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A SOSTENERLO ANCORA IL DOTT. FABIO LA FALCE

Che vaccinare le persone guarite da covid19 sia stato un errore è cosa già sostenuta da molti medici, ne cito uno per tutti , il dott. Alberto Donzelli, e alla base delle loro affermazioni questi medici pongono il fatto che non vi sia alcuna evidenza medica (studi e quindi verifiche sull’incidenza del vaccino su persone con anticorpi, su persone con long covd, etc. etc. ) e che trattare allo stesso modo un paziente che ha avuto la malattia ed uno che non ha avuto la malattia è stata la prima volta in medicina. Ripeto: la prima volta nella medicina. In effetti avete mai sentito di gente che ha preso il morbillo e poi è stata vaccinata contro il morbillo ? No. E forse una ragione c’è, no?! Ma ci sono anche altre ragioni per cui vaccinare i guariti è stato uno sbaglio anzi pare sia stato proprio illegale ad affermarlo ancora una volta il dott. Fabio La Falce farmacista ospedaliero esperto nell’appropriatezza prescrittiva e nella normativa del farmaco, nel video la sua teoria

intervista a Fabio La Falce – farmacista ospedaliero

Riporto qui di seguito una relazione molto chiara redatta dallo stesso dott. La Falce.

“PERCHE’ E’ ILLEGALE VACCINARE CON I SIERI SPERIMENTALI PER LA PREVENZIONE DELLA MALATTIA COVID-19 PERSONE GUARITE O CON UN SIEROLOGICO POSITIVO AGLI ANTICORPI ANTI COVID-19

Fermo restando che in Italia non esistono farmaci indicati per la prevenzione della trasmissione del virus SARS CoV-2 (presupposto dell’obbligo imposto con la legge 44/2021 nei fatti non ottemperabile se non violando la norma sul corretto ed appropriato utilizzo dei farmaci – legge 219/2006), questa relazione spiega i motivi che portano a considerare illegale una vaccinazione proposta a carico del SSN (Sistema Sanitario Nazionale) ad una persona guarita o con presente sierologico positivo agli anticorpi anti covid-19 partendo da alcune semplicissime considerazioni di fatto.

1) Gli studi registrativi di Pfizer (Comirnaty®) e Moderna (Spikevax®) hanno escluso le persone con pregressa malattia covid-19 tra le categorie (oltre agli immunodepresse/compromessi e/o con terapie a base di immunosoppressori) eleggibili per lo studio.
Questa scelta pare quanto mai scontata visto che si stava studiando un vaccino per cui chiunque è a conoscenza che una persona con pregressa malattia avrebbe avuto già gli anticorpi che avrebbe protetto da future reinfezioni.
Nonostante fosse scontato (nessun medico al mondo vaccinerebbe una persona con un vaccino del morbillo se mesi prima questa persona ha contratto il morbillo) è stato rimarcato alla sezione metodi questa scelta di escludere dallo studio questa categoria particolare di persone.
“Key exclusion criteria included a medical history of Covid-19, treatment with immunosuppressive therapy, or diagnosis with an immunocompromising condition.”(1)
“Eligible participants were persons 18 years of age or older with no known history of SARS-CoV-2 infection and with locations or circumstances that put them at an appreciable risk of SARS-CoV-2 infection, a high risk of severe Covid-19, or both.” (2)
“Persons with a previous clinical or virologic Covid-19 diagnosis or SARS-CoV-2 infection, previous coronavirus vaccination, diagnosis of an immunocompromising or immunodeficiency disorder, or treatment with immunosuppressive therapy (including cytotoxic agents and systemic glucocorticoids) were excluded.” (3)

2) Fermo restando che in Italia ogni farmaco puo’ essere utilizzato on-label a carico del SSN solo ed esclusivamente secondo quanto previsto in scheda tecnica (RCP riassunto delle caratteristiche del prodotto) si fa presente che (4) (5) (6):
a) In nessuna parte delle relative schede tecniche (RCP) vengono mai citate le persone guarite o con pregressa malattia come possibili destinatari della vaccinazione
b) In nessuna parte delle relative schede tecniche (RCP) viene mai citata la possibilità di considerare una guarigione come possibile sostituzione analoga di una dose di vaccino
c) In nessuna parte delle relative schede tecniche (RCP) viene mai citata la possibilità di una tempistica di possibile vaccinazione di una persona con pregressa malattia
d) A questo si aggiunga che nessuna scheda tecnica è mai stata aggiornata con l’evento “morte” (che nei fatti ne impedirebbe la somministrazione obbligatoria) nonostante le morti accertate e correlate dalla stessa AIFA nei suoi report di farmacovigilanza.*
e) A questo si aggiunga che nessuna scheda tecnica riporta dati di “farmacocinetica” che di per sé rendono incompleto il dossier (che a questo punto dovrebbe produrre revoca dell’AIC per incompletezza dei dati soprattutto in una situazione non emergenziale). **

3) Le considerazioni al punto 1 e 2 (mancanza di indicazioni in scheda tecnica e assenza del razionale scientifico di vaccinare una persona con pregressa malattia) sono la logica spiegazione del perché sia nata la necessità da parte del Ministero della Salute di emanare circolari esplicative di cosa fare nella gestione delle persone guarite (diversamente avrebbe risposto ad ogni quesito specifico su come gestire una persona guarita semplicemente invitando a seguire quando indicato in scheda tecnica).

In ordine cronologico alcune circolari ministeriali riguardanti la gestione dei guariti sono state:
a) Circolare Ministeriale n. 0008284 del 3 marzo 2021
“si rappresenta che è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera
sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa”
NB. La vaccinazione naturale conseguente all’infezione sostituisce una delle 2 dosi di vaccino normalmente previste; la seconda può essere effettuata entro 6 mesi dalla documentata infezione.

b) Circolare Ministeriale n. 0032884 del 21 luglio 2021
“è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARSCoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione.”

c) Circolare Ministeriale n. 0040711 del 9 settembre 2021
“- in caso di infezione da SARS-CoV-2 confermata (definita dalla data del primo test molecolare
positivo) entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino,
è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose da effettuare entro
sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione (data del primo test molecolare positivo);
trascorso questo arco di tempo, la schedula vaccinale potrà essere comunque completata, il prima
possibile, con la sola seconda dose;

  • in caso di infezione da SARS-CoV-2 confermata (definita dalla data del primo test molecolare
    positivo) oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino,
    la schedula vaccinale è da intendersi completata in quanto l’infezione stessa è da considerarsi
    equivalente alla somministrazione della seconda dose. Resta inteso che l’eventuale
    somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata; ciò vale anche per i
    soggetti guariti, in precedenza non vaccinati, che hanno ricevuto una sola dose di vaccino dopo
    l’infezione da SARS-CoV-2”

d) Circolare Ministeriale n. 0059207 del 24 dicembre 2021
“si rappresenta che la somministrazione della dose di richiamo (booster) a favore dei soggetti per i quali la stessa è raccomandata, con i vaccini e relativi dosaggi autorizzati, sarà possibile dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario o dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione in caso di soggetti vaccinati prima o dopo un’infezione da SARS-CoV-2, in base alle relative indicazioni).”

e) Circolare Ministeriale n. 0021209 del 8 aprile 2022

“si raccomanda la somministrazione di una seconda dose di richiamo (second booster) con vaccino a mRNA, nei dosaggi autorizzati per la dose booster (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax), purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo, alle persone di età ≥ 80 anni, agli ospiti dei presidi residenziali per anziani, e alle persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti (di cui alla tabella in allegato 2) di età ≥60 anni. Al momento, tale indicazione non si applica ai soggetti che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 successivamente alla somministrazione della prima dose di richiamo.”

In ordine cronologico alcune circolari regionali, delle federazioni degli ordini e dell’ufficio di Gabinetto del Ministero della salute che hanno formalmente esplicitato il fatto che si stia operando in un contesto “fuori scheda tecnica” (quindi non sicuro per il paziente/persona sana):

a) Nota congiunta federazione ordini n. 255/2022 del 26 febbraio 2022
Facendo riferimento ad una comunicazione della Regione Piemonte viene rimarcato un quadro di forte incertezza normativa ed anche scientifica sulla possibilità di vaccinare una persona che ha contratto precedentemente l’infezione Sars Cov-2.

b) Nota Ufficio di Gabinetto Ministero della Salute 29 marzo 2022
In questa nota viene più volte ribadito il concetto che l’indicazione alla scelta vaccinale non è frutto delle indicazioni previste in scheda tecnica (come la norma sul farmaco imporrebbe) ma frutto di una scelta “politica” e mai scientifica dell’Ufficio Legislativo.

“Al riguardo, l’Ufficio Legislativo ha confermato che “per i soggetti mai vaccinati che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 documentata da un test diagnostico positivo, è indicata la vaccinazione, a partire da tre mesi (90 giorni) dalla data del test diagnostico positivo, con possibilità di somministrare un’unica dose di vaccino bidose in caso di soggetti non immunocompromessi, sempre che non siano trascorsi più di 12 mesi dalla guarigione (data di fine isolamento). Oltre i 12 mesi dalla guarigione, è raccomandata la somministrazione di un ciclo completo primario (a due dosi per i vaccini bidose o singola dose di vaccino monodose). In ogni caso è possibile comunque procedere con ciclo bidose; in altri termini, anche in caso di pregressa infezione, chi lo desideri può ricevere due dosi di vaccino bidose come ciclo vaccinale primario”

c) Nota congiunta federazioni ordini 835/2022 del 9 giugno 2022
Viene rappresentata l’eterogenicità su tutto il territorio nazionale dell’applicazione delle circolari frutto della non scientificità delle decisioni prese (per cui tutto diventa interpretabile).
“Ciò posto e al fine di evitare un’intollerabile applicazione eterogenea dei termini di differimento della vaccinazione obbligatoria, si chiede a Codesto Ministero di adottare con cortese sollecitudine una circolare che intervenga sul punto in questione per fornire un indirizzo univoco e motivato agli Ordini, attese le ricadute che un’erronea applicazione delle citate circolari ministeriali comporterebbe per la salute pubblica tutelata dalla normativa in materia di obbligo vaccinale, per il funzionamento delle strutture sanitarie e – non in ultimo – per il sostentamento dei professionisti obbligati.”

d) Nota prot. 23758 del 22 giugno 2022 (Regione Piemonte)
In questa comunicazione la stessa Regione Piemonte pone in evidenza tutte le incongruenze rilevate nelle varie circolari ministeriali.
Pone in essere una riflessione cruciale sul perché il Ministero della Salute consideri una “guarigione” come sostituta di una dose (nel caso di persone non vaccinate) e non consideri la stessa cosa su una persona che dopo un ciclo primario ha contratto l’infezione (perché in tale caso sarebbe da considerare come dose booster la guarigione e la dose imposta sarebbe la 4° dose nemmeno prevista off-label.
“Sulla base di tali considerazioni e in assenza di una risposta favorevole alla richiesta autorizzazione, da parte del Ministero della Salute, alla somministrazione di quella che a tutti gli effetti si configurerebbe come Second Booster, alle fasce di popolazione soggette ad obbligo vaccinale, si ritiene possibile non confermare le sanzioni dell’Agenzia delle entrate-Riscossioni e non procedere alla sospensione del personale ASR in tali situazioni.”

e) Nota Ufficio di Gabinetto Ministero della Salute 01 luglio 2022
In questa nota la Sig. Tiziana Coccoluto (capo di Gabinetto d’ordine del Ministro) dichiara che, per dare risposta alle federazioni degli ordini, ha dovuto rivolgersi al CSS con nota prot. N. 11385 del 01 luglio 2022 interpellato al fine delle valutazioni delle evidenze scientifiche. Nei fatti rappresenta una dichiarazione ed una conferma che la stessa ha agito fino a questo momento senza che fossero in suo possesso conoscenze scientifiche adeguate.
All’oggi una eventuale risposta all’interrogazione al Consiglio Superiore di Sanità non è nota, non essendo state aggiornate le federazioni ed i relativi iscritti in merito si desume che non siano pervenute risposte e chiarimenti da parte del CSS.
“Di seguito alle indicazioni fornite dall’Ufficio di Gabinetto con nota n. 5505 del 29 marzo 2022, e in considerazione dell’attuale stato delle conoscenze scientifiche del settore, si informa che il Ministro della salute ha ritenuto opportuno conoscere il parere del Consiglio Superiore di Sanità, interpellato in merito con nota n. 11385 del 1 luglio u.s., al fine di valutare l’evoluzione delle evidenze scientifiche e le conseguenti indicazioni fornite dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria sulle modalità e sulle tempistiche delle somministrazioni dei vaccini anti Covid-19. Sarà quindi cura di questa Amministrazione aggiornare codeste Federazioni in merito agli ulteriori sviluppi della questione, una volta acquisito il predetto parere.”

CONSIDERAZIONI GENERALI
Un medico puo’ somministrare un farmaco a carico del SSN secondo quanto previsto da scheda tecnica (RCP del prodotto) e non in base a quanto dichiarato, indicato, suggerito su una circolare ministeriale (ancor meno quando queste non citano studi e non diano riferimenti di schede tecniche dei farmaci a cui ci si sta riferendo).

Per usare eventualmente un farmaco al di fuori della scheda tecnica a carico del SSN si deve ricadere in quanto normato dalla legge 648/96 (che prevede studi almeno di fase 2 pubblicati sulla indicazione off-label proposta), legge non applicata per assenza di studi come le stesse ditte produttrici hanno dichiarato data l’esclusione nello studio delle persone con pregressa malattia.
Le innumerevoli, e spesso contrastanti, circolari ministeriali sono la conferma di una situazione non prevista e non normata e che per tale ragione fino a prova contraria oltre a considerarsi illegale è da considerarsi non sicura (gli studi sui farmaci devono garantire oltre l’efficacia anche la sicurezza: se non ci sono studi a riguardo di una indicazione si deve sempre ritenere per il principio di precauzione potenzialmente dannoso l’utilizzo di un farmaco fino a prova contraria).

Si ricorda quanto previsto dal codice deontologico dei medici:
CAPO IV – ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI E TRATTAMENTI TERAPEUTICI
Art. 12 Prescrizione e trattamento terapeutico
La prescrizione di farmaci, per indicazioni non previste dalla scheda tecnica o non ancora autorizzate al commercio, è consentita purchè la loro efficacia e tollerabilità sia scientificamente documentata. In tali casi, acquisito il consenso scritto del paziente debitamente informato, il medico si assume la responsabilità della cura ed è tenuto a monitorarne gli effetti.

Si riporta quanto previsto dal codice deontologico dei farmacisti:
ART. 10 Farmacovigilanza, aderenza e appropriatezza terapeutica
Il farmacista concorre alla tutela della salute pubblica attraverso una puntuale osservanza delle norme di farmacovigilanza, provvedendo alla segnalazione di ADR alle autorità competenti.
Il farmacista pone in essere ogni utile iniziativa professionale volta ad assicurare l’aderenza alle terapie farmacologiche, contribuendo a garantire un maggiore livello di efficacia delle medesime a tutela della salute del paziente e di un corretto governo della spesa del Servizio Sanitario Nazionale.
Il farmacista collabora con il medico e con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, al fine di assicurare la migliore appropriatezza terapeutica.

Tutto quanto sopra espresso quale logica puntuale per cui oggi si può pacificamente dichiarare come la vaccinazione perpetrata a carico di una persona con pregressa malattia possa essere considerata fuori norma.

Ricordo quanto indicato all’art.445 del cp relativamente all’utilizzo di un farmaco fuori norma, a questo si aggiungano le valutazioni di un eventuale danno erariale nella misura in cui si stia somministrando un farmaco a carico del SSN senza che ve ne siano i presupposti.
“Chiunque, esercitando, anche abusivamente, il commercio di sostanze medicinali(1), le somministra in specie, qualità o quantità non corrispondente alle ordinazioni mediche(2), o diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032“.

*Relativamente all’evento morte (certificato dai report di farmacovigilanza passiva di AIFA e da tutti gli strumenti di farmacovigilanza internazionali) si ricorda quanto indicato all’articolo 40 della legge 219/2006 (AIC negata se il rapporto rischio/beneficio non è considerata favorevole ed in questo caso il rischio di morte di una persona sana a fronte della possibilità di contrarre la malattia e di morire della stessa è totalmente sfavorevole all’utilizzo del farmaco) ed al comma 2 dell’art 141 della legge 219/2006 (che prevede la revoca dell’AIC nel caso il medicinale si riveli “nocivo alle normali condizioni di utilizzo”: la morte si ritiene possa essere considerata pacificamente l’evento piu’ nocivo in assoluto).
In applicazione della legge le AIC dei vaccini per la prevenzione della covid-19 dovevano essere revocate da mesi e chiunque li somministri non puo’ oggi non prendere questo dato in considerazione ed eventualmente risponderne nelle opportune sedi legali un giorno.

**Relativamente alla mancanza dei dati/parametri di farmacocinetica nelle schede tecniche dei vaccini per la prevenzione della covid-19 si richiama l’art.14 della legge 219/2006 che indica l’obbligatorietà che queste contengano tutte le informazioni previste nell’allegato 2 della stessa legge. L’allegato 2 prevede al punto 5.2 i dati di farmacocinetica (completamente assenti).
Il comma 3 dell’art.8 della legge 219/2006 definisce che la domanda per richiedere l’AIC deve contenere tutte le informazioni e documenti elencati e conformi all’allegato 1. Al punto 4.2.2 dell’allegato 1 sono previsti i dati di farmacocinetica, nei fatti completamente mancanti (l’AIC NON POTEVA NEMMENO ESSERE RICHIESTA SENZA QUESTI DATI).

(1) Safety and Efficacy of the BNT162b2 mRNA Covid-19 Vaccine (Polack at all.) published on December 10, 2020, at NEJM.org
(2) Efficacy and Safetu of the mRNA-1273 SARS-CoV-2 Vaccine (Baden at all.) published on December 30, 2020, at NEJM.org.
(3) Safety, Immunogenicity, and Efficacy of the BNT162b2 Cocid-19 Vaccine in Adolescents (Frenck at all.) published on May 27, 2021, at NEJM.org.
(4) www.aifa.gov.it/documents/20142/1279946/RCP_COMIRNATY_Original-Omicron_BA.1_12.09.2022.pdf RCP Comirnaty Original Pfizer
(5) www.aifa.gov.it/documents/20142/1291310/RCP_SPIKEVAX_bivalent_Original-Omicron_BA.1_12_09_2022.pdf RCP Spikevax Moderna Aggiornato
www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5452_54_file.pdf RCP Comirnaty Pfizer Aggi

marianna maior (riproduzione riservata©)

le altre interviste al dott. La Falce le trovate qui:

Per l’ultimo comizio preelettorale, il dott. Andrea Crisante microbiologo consulente tecnico per la regione Veneto in materia di covid19 prima e consulente tecnico nel processo in atto a Bergamo in merito alle morti per (o con) covid19, il 23 settembre è stato a Portogruaro , dove nel parco Della Pace, della Villa Comunale si è intrattenuto con un gruppetto di sostenitori del partito democratico… e non solo. Sedute tra la gente, diverse persone che a un tratto si sono alzate in piedi e in silenzio, senza interrompere o disturbare il comizio si sono messe dietro al pubblico, mostrando nella direzione del dott. Crisanti le fotografie di persone morte da vaccino.

Il partito democratico, quello che ci ha regalato come ministra all’istruzione, Valeria Fedeli, (diploma scuola superiore triennale), come  ministra all’agricoltura, Teresa Bellanova (diploma di terza media) e ancora ministra alla sanità, Beatrice Lorenzin (diploma liceale), pochi giorni fa ha preso di mira lo studio scientifico pubblicato sulla rivista “Disinfection”, firmato da tre ricercatori, i dottori Franco Giovannini, Riccardo Benzi Cipelli e Gianpaolo Pisano, tutti laureati in medicina, con varie specializzazioni e master, e di cui il quotidiano La Verità il 15 agosto ha dato notizia a livello nazionale. Il quotidiano, l’unico a dare voce a un certo dissenso in materia vaccinale, ha riportato l’intervista al dott. Franco Giovannini, uno dei tre scienziati e autore dello studio, dandogli il risalto della prima pagina. Per far capire di cosa parliamo, in estrema sintesi, lo studio ha per oggetto “l’analisi al microscopio in campo oscuro sul sangue di 1006 soggetti sintomatici dopo vaccinazione con due tipi di vaccino a mRNA” e il risultato evidenzia che il sangue dei soggetti analizzati, tutti vaccinati, è molto diverso da come dovrebbe essere: appare impilato come se i globuli fossero calamite e inoltre, nel sangue sono state trovate delle sostanze simil grafeniche (per saperne di più qui la mia intervista al prof. Franco Giovannini).

A fronte della gravità delle risultanze di questo studio, condotto con metodologia scientifica, il Partito Democratico cosa fa dopo aver letto questo articolo (non ha letto lo studio sia ben chiaro ma solo l’articolo sul quotidiano) ? Secondo voi si è preoccupato della nostra salute e ha chiamato gli scienziati per verificare con loro lo studio? O ha nominato degli scienziati indipendenti per verificarne i risultati? Secondo voi, si è messo in qualche modo in moto per verificare “scientificamente” lo stato del nostro sangue? Ha attivato università e centri di ricerca per verificarne l’esito? No. Niente di tutto ciò. Il Pd in tutta fretta, il giorno stesso della pubblicazione dell’articolo su La Verità, ha scritto sui social un comunicato stampa nel quale si legge: “Giocano con la paura, con la credulità con l’ignoranza, delle persone . Hanno paura degli scienziati perché smascherano le loro bugie. Il Partito Democratico è sempre dalla parte della scienza. Il vaccino è libertà, Libertà di vivere, di socializzare, di lasciarci alle spalle un enorme trauma collettivo di dolore e morte”. Il tutto corredato con la foto dell’articolo su cui è stata messa a mo’ di timbro la scritta disinformazione, accusando di fatto il giornale diretto da Maurizo Belpietro di fare disinformazione. Insomma ad una ricerca scientifica il PD ha risposto dando dei bugiardi agli scienziati e screditandone uno studio di anni, con un post su facebook pieno di slogan e frasi fatte che ovviamente con la scienza non hanno niente a che vedere anzi ne sono la palese negazione e in più ha denigrato il quotidiano.

La cosa non è certo passata inosservata. E grazie ad una lettera – indirizzata al Partito Democratico stesso ma anche alla Procura del Tribunale di Roma – associazioni /Comitati/Sindacati quali Istanza Diritti Umani, Diritti Umani e Salute, Arbitrium, Avvocati Liberi, Spezia SI, FISI, La Genesi, Immuni per Sempre e medici, ricercatori, farmacisti, avvocati, magistrati, privati cittadini, in tutto molte migliaia di individui, si sono indignati dall’atteggiamento ascientifico del Partito Democratico, e hanno voluto mettere i puntini sulle “i”. Hanno quindi chiesto al noto partito di supportare con prove scientifiche quanto sostenuto nel post, altrimenti il comunicato stampa datato 15 agosto sarebbe, scrivono, “gravemente propagandistico, diffamatorio e denigratorio in quanto qualifica l’operato dei Medici (come) “bugie” soprattutto perché sono affermazioni mai verificate e prive di “controprove scientifiche e/o analisi sui soggetti vaccinati”. Chi firma la lettera inoltre ricorda-  ma al contempo ne mette a conoscenza la Procura di Roma – l’assenza, ad oggi, di “rapporti e relazioni di sicurezza”- tutti richiesti per legge posto che i vaccini sono stati ammessi con procedura condizionata- e necessari al fine di comprovare, già nel breve periodo sia la tutela della Salute Pubblica che la sussistenza degli imprescindibili requisiti di “efficacia” e “sicurezza”. Mancanze tutte davvero molto gravi di cui né il Pd né gli altri partiti, accaniti sostenitori di una campagna vaccinale senza se e senza ma, si sono mai lamentati. Una lettera questa che merita risposte certamente dal Pd ma a questo punto soprattutto dalla Procura. Ci sono leggi nazionali (ad esempio il Dl. 219/2006) e della comunità europee (ad esempio la Direttiva 2001/83) in materia di farmaci e in particolare in merito alla loro somministrazioni, su persone sane aggiungo, che dovevano essere rispettate e invece pare siano state tutte violate.

Aspettiamo indagini e risposte.

Ad maiora.

Intasato in Tribunale l’ufficio dedicato alla registrazione delle notizie di reato.

Tra le ipotesi di reato l’art. 445 codice penale, ma anche lesioni colpose e omicidio colposo.

Sono almeno una quarantina le pec che con oggetto “CHIARIMENTI VACCINAZIONE IN FARMACIA FVG” sono state spedite non solo agli ordini delle professioni sanitarie quali medici , farmacisti , infermieri, aziende sanitarie,  direttori delle farmacie ospedaliere del FVG ma anche ai Nas e alle procure. Cosa può aver spinto i farmacisti a spedire una pec addirittura a carabinieri e magistrati? Quali sono i chiarimenti che richiedono? Alla base di tutto questa volta c’è la circolare n 105/22 del 19 luglio 2022, che apre alla possibilità di eseguire vaccinazioni nelle farmacie del Friuli Venezia Giulia, e quindi che autorizzerebbe i farmacisti stessi a effettuare una iniezione ai cittadini. Ma molti sono i dubbi messi nero su bianco nella pec inviata a tutti i responsabili, in un modo o nell’altro, della salute dei cittadini e che i firmatari elencano precisando di ritenere “dover ricevere opportuni chiarimenti su questioni importanti di carattere normativo e legale a tutela della categoria stessa e dei cittadini della nostra Regione”.

Va da sé che le norme in materia sanitaria sono scritte per tutelare la salute delle persone quindi la loro violazione ne implica direttamente la messa in pericolo. Ciò premesso alcuni degli argomenti riportati nella pec  li conosciamo già ( vedi qui) e attengono alla violazione dell’appropriatezza prescrittiva già denunciata a partire dal 15.12.21 dal dott. Fabio La Falce e ancora dallo stesso ribadita il 24 maggio a Torino durante il consiglio dell’ordine di quella città .

In sintesi, nella missiva ricevuta il 1 agosto 2022 e che il pubblico Ministero di Pordenone dovrà valutare, si ribadisce che, la dose eterologa ( Astrazeneca con Pfizer, Astrazeneca con Moderna, Pfizer con Moderna etc, etc ), la terza dose e ora anche la quarta, sono tutte somministrate Off Label cioè fuori scheda tecnica, il che richiederebbe l’esistenza di studi almeno di fase II pubblicati per essere a norma di legge, ma questi studi – che dovrebbero esserci tra l’altro per ogni  percorso immunologico creato “tra mescolamenti di vaccini e guarigioni”, affermano i farmacisti, “non ci sono”.

“Gli studi almeno di fase II che dimostrino un’efficacia adeguata con un profilo di rischio accettabile a supporto dell’indicazione richiesta – scrivono- sono l’unica garanzia a supporto della sicurezza per il paziente (in questo caso ricordiamo cittadino sano) e sono strumento imprescindibile per ogni medico tanto per una adeguata valutazione rischio/beneficio quanto per poter fornire una completa informazione al paziente (senza la quale il consenso informato non può sicuramente ritenersi tale). Inoltre aggiungono:  “Per esplicita ammissione della Commissione Consultiva Tecnico Scientifica (verbale 72 dell’11 luglio 2022) la stessa non ha approvato l’utilizzo off-label  della 4°dose secondo studi di fase due pubblicati (e si ribadisce la necessità che ve ne sia uno per ogni percorso immunologico creato) ma “sulla base dei dati esaminati e in considerazione dell’attuale andamento epidemiologico” eventualità e condizioni non previste nella legge 648/96 per l’inserimento off-Label di una nuova indicazione o variazione posologica. E chiedono “ai Direttori delle Farmacie Ospedaliere della aziende sanitarie del FVG, tutelari dell’appropriatezza prescrittiva all’interno della propria azienda sanitaria e sul territorio competente, di avere evidenza di quali studi hanno fornito ai medici vaccinatori delle Aziende Sanitarie affinché potessero fare adeguate valutazioni rischio/beneficio e dove abbiano trovato l’aggiornamento dell’elenco della 648/96.

E qui tocchiamo un altro punto cruciale, infatti, gli autori della lettera chiariscono: “Il mancato aggiornamento della nuova indicazione in elenco imporrebbe al medico, farmacista ed infermiere vaccinatore di non poter vaccinare se non violando la norma stessa e facendoci ricadere nella violazione prevista dall’articolo 445 c.p.”. La norma penale citata si riferisce alla “Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica”. Ma cosa accadrebbe se dalla somministrazione di un farmaco in violazione dell’art. 445 cp derivassero la malattia grave o addirittura la morte di una o più persone? Potrebbero configurarsi anche i reati di lesioni e/o omicidio colposo a carico dei medici, infermieri e ora anche farmacisti vaccinatori? Riteniamo di sì.

Ma andiamo avanti. Nel testo, avrete notato, viene sottolineata e denunciata anche  l’assenza di studi per ogni percorso immunologico. Cosa vuol dire? Significa che se una persona, ad esempio, ha contratto il virus ottenendo una immunità naturale e poi è stato vaccinato, ebbene, non ci sono studi che facciano chiarezza sull’impatto nel corpo della persona che ha già incontrato il virus, della vaccinazione. Cosa che tra l’altro è abbastanza anomala. Avete mai sentito di qualcuno che ha contratto il morbillo e una volta guarito corre a vaccinarsi per il morbillo stesso? Per gli autori della pec infatti “In nessuna scheda tecnica alla voce posologia e modalità di somministrazione è mai stata indicata la possibilità di considerare la guarigione come “dose sostitutiva” o altro, in nessuna scheda tecnica è mai stato previsto che la malattia prima della vaccinazione può sostituirsi alla somministrazione di una singola dose di vaccino ma se sopraggiunge dopo un ciclo vaccinale non la si deve considerare nella stessa maniera. E ricordano che “La Regione Piemonte ha posto seri dubbi sulla legittimità delle vaccinazioni dei guariti (comunicazione prot. N 34758 del 2/06/2022)”.

Inoltre, la dott.ssa Tiziana Coccoluto (Capo di Gabinetto d’Ordine del Ministero)- che in molti ricorderanno se non altro per il video esplicito che la dott.ssa Barbara Balanzoni ha diffuso sui social proprio in merito alla circolare che autorizzava la vaccinazione nei guariti – ebbene la dott.ssa Coccoluto, firmataria della circolare-  a giugno, interpellata dagli ordini delle professioni sanitarie in merito proprio alla confusione creata da quella circolare, ha “ritenuto necessario interpellare il Consiglio Superiore di Sanità per avere rassicurazioni sulla vaccinazione dei guariti (nota 11385 del 01 luglio 2022). Peccato che ad oggi il CSS non abbia ancora risposto, ricordano nella pec i farmacisti.

Della serie non ci stanno capendo più niente.

Ma non è tutto. Un altro aspetto considerato nella lettera è la somministrazione dei vaccini nelle farmacie. Per legge (e quindi per studi e preparazione professionale) “Nessun farmacista è abilitato alla prescrizione e alla somministrazione di farmaci” ricordano i firmatari che chiedono quindi : “come si riuscirebbero a gestire in farmacia shock anafilattici e reazioni avverse da vaccino? Come gestirebbe un farmacista una situazione in cui, per esempio, ci potrebbe essere la necessità di dover somministrare liquidi e/o farmaci in via endovenosa? E quindi: Quale responsabilità ricadrebbe sul farmacista vaccinatore nel caso tragico in cui non riuscisse a gestire uno reazione allergica? A livello di responsabilità penale e civile, quali rischi corrono i dipendenti e titolari delle farmacie dove si effettuerebbero le vaccinazioni con la chiara consapevolezza di non essere né legalmente coperti né professionalmente in grado di risolvere questo tipo di emergenza? e quindi concludono: “… si è certi comprenderete l’importanza di porre massima attenzione ai quesiti posti e a questi aspetti normativi (di profonda sostanza) in primis a tutela della salute dei cittadini e, in aggiunta, a tutela dei medici/farmacisti/infermieri vaccinatori e delle stesse istituzioni che potrebbero essere chiamate in causa in un eventuale concorso di colpa là dove la norma fosse stata consapevolmente violata e/o nel caso in cui la somministrazione del farmaco abbia arrecato danno al paziente pur sapendo che non verrebbero rispettate le minime condizioni di sicurezza (assicurate dagli studi a supporto delle nuove indicazioni e dalle abilitazioni professionali ricevute durante il corso di laurea)..

“Si ritiene doveroso- concludono –  ricevere risposta a tutti i quesiti posti e, in mancanza di risposte esaustive al riguardo, si invita a prendere in considerazione la possibilità di sospendere ogni tipo di vaccinazione al di là delle uniche autorizzate in scheda tecnica o supportate da studi che ne permettano il reale inserimento in 648/96 (con aggiornamento dell’elenco relativo).”

Credo che tutti possiamo aggiungerci alla richiesta, posto che in gioco, qui, c’è la nostra salute. Ora aspettiamo le risposte degli ordini delle professioni sanitarie interpellate e delle autorità competenti del territorio e di chi deve tutelare la nostra salute, compreso il Pubblico Ministero. Perché, fossero vere tutte le omissioni legali elencate c’è di che rabbrividire. Sottoporre la popolazione a trattamenti sanitari praticamente obbligatori senza il minimo di studi a garanzia della salute dei cittadini è riprovevole così come è riprovevole obbligare alla vaccinazione con sostanze di cui non è ammesso, per richiesta delle case farmaceutiche produttrici, analizzarne il contenuto. Della serie siamo stati costretti a firmare un consenso informato dove mancava l’informazione principale: cosa c’è davvero dentro i sieri a mRNA? Di Marianna Maiorino Riproduzione RISERVATA ©

E questo è un altro argomento molto serio, su cui aspettiamo chiarimenti, questa volta dalla procura di Pesaro.

Ad maiora