Prendiluna

 

(Stefano Benni, ed. Feltrinelli, 2017)

Lettura sinestesica

Pagine che scorrono tra le mani, acqua lunare che disseta e illumina la mente. L’immagine di copertina, una bellissima opera di Luca Ralli, afferra lo sguardo e ti catapulta nella dimensione di Prendiluna senza darti alternative e il viaggio inizia…

Il primo passo mosso in questo nuovo mondo creato da Stefano Benni scatena un suono nell’aria dove in trasparenza appaiono graffi musicali, è la voce di Davide Bowie: saranno le sue note a illuminare la lettura.

Consiglio di lettura.

Accompagnare la lettura con l’ascolto di Heathen di Davide Bowie. Per il palato invece si consigliano cipolline in agrodolce e champagne, per gli astemi centrifuga di melograno.

Motto: Leggere disseta.

ciò premesso…

Cos’è Prendiluna

Una favola ambientata ai giorni nostri, ma con la lucidità di tratteggiare la società attuale senza nascondere niente: nemmeno un manuale di sociologia, di psicologia e di politica insieme avrebbero potuto fare meglio.

Di cosa parla

E’ un libro che racconta l’oggi senza fare sconti a nessuno, del resto è evidente, il presente è una realtà dilaniata su molti fronti forse tutti ma Stefano Benni, usando la dimensione della favola, trova il modo, da una parte, di poter dire tutto dando al suo pensiero la forza di una libertà consapevole e amara, dall’altra, di recuperare il sogno e lasciar aperta la porta dell’impossibile. Una porta che semmai qualcuno è riuscito ad aprire non lo ha mai fatto con la ragione quanto piuttosto con una sana dose di follia.

Chi è Prendiluna

Ecco spiegato perché (forse) la protagonista, Prendiluna, da cui il titolo del libro, è una vecchia maestra strampalata in pensione alla quale viene affidata, da un gatto fantasma, la missione di salvare l’umanità, e gli altri due personaggi principali sono invece gli “ospiti” di un manicomio dal quale riusciranno però a scappare dando inizio, insieme alla maestra, alle vicende del racconto.

Gli altri personaggi

Altro dato che secondo me merita di essere portato in evidenza sono i nomi dei personaggi; non ne anticipo neanche uno, anche se confesso che nella versione precedente del post qualcuno l’avevo messo. Perché li ho tolti? Perché penso che in questo libro anche i nomi abbiano un ruolo e contribuiscano a dare forza a tutto il racconto, anticiparli quindi vorrebbe dire togliere qualcosa alla magia della prima lettura. E poi, i libri come i film, non andrebbero mai raccontati, né svelato il loro contenuto o se preferite il gergo moderno “spoilerati”. Ma, e qui non ci sono né dubbi, né opinioni contrastanti: i libri belli vanno raccomandati, questo sì, e io, Prendiluna lo raccomando con tutto il cuore: leggetelo è stupendo!

se ti è venuta voglia di leggerlo…  vai qui   per la musica qui

Per sapere quando ho incontrato Stefano Benni invece il posto giusto è qui –> Stefano Benni, Prendiluna ed io. 

Stefano Benni, Prendiluna ed io.

Dietro le quinte del Teatro Verdi

Era la serata di chiusura di PordenoneLegge… eravamo Lui ed io, uno di fronte all’altra dietro le quinte del Teatro Verdi di Pordenone (si d’accordo non eravamo soli ma per me era come se lo fossimo).

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Stefano Benni

Io, con la consapevolezza di avere davanti a me uno scrittore magnifico, uno che fa vivere nella sua letteratura tutta la varietà che esiste in una lingua, riuscendo così a rappresentare la vita in tutte le sue sfumature con abilità chirurgica e dissacrante; e Lui, che pur concentrato nel dover entrare in scena davanti a un teatro stracolmo, a me, una tra le tante persone che incontra per lavoro, al momento donnina schermofila (per dovere), ha dedicato due parole e la dedica sul suo libro con modi semplici, spontanei e riflessivi.


Compaiono i personaggi

Poi è andato sul palco e proprio come parlava con me dietro le quinte, nello stesso modo, con la stessa naturalezza ha iniziato a parlare a non so quante persone. L’unica differenza, rispetto a quando era con me dietro le quinte, è stata che sul palco con lui, improvvisamente, sono comparsi tutti i personaggi di Prendiluna, sbucavano lentamente da dietro i drappi del teatro, lo sostenevano e guidavano nella lettura dei brani mentre, dall’altra parte, il pubblico ascoltava, rideva, si riconosceva, rifletteva.

 


IN COSA CREDE STEFANO BENNI

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Ma sul palco c’è stato anche spazio per alcuni racconti intimi, Stefano Benni infatti ha raccontato di quando gli hanno chiesto se era credente e lui ha risposto: “Io sono molto, molto, molto, credente. Io credo nella grandezza dell’universo, dei sentimenti, delle emozioni, credo nel dolore, nella sofferenza, credo nell’amicizia, credo nella Nutella. Credo in un sacco di cose.” Poi prende fiato e dice scandendo bene le parole: “N o n   c r e d o     p e r   n i e n t e   nelle religioni monoteiste specialmente quelle che usano le parole  E R E  S I A   E  I N F E D E L E.


Prendiluna, Stefano Benni , ed. Feltrinelli

Come è nata Prendiluna

Poi ha svelato a tutti di quando aveva deciso di non scrivere più romanzi, e ne era convinto, sino al giorno in cui ha ricevuto la mail di una studentessa straniera che gli ha scritto, con un italiano incerto, che avrebbe tanto voluto scrivere una tesi su di lui “perchè è ancora momentaneamente vivo”. La ragazza intendeva che posto che è vivo poteva fargli un sacco di domande, ma in realtà, ha spiegato Benni, quella frase ha espresso un concetto filosofico notevole e – ha detto – “mi ha ricordato che sono momentaneamente (ancora) vivo, e devo approfittarne”: da questa riflessione è nato “Prendiluna”.

 

E qui mi fermo. Le cose raccontate sul palco sono state tante, “l’incontro con l’autore” , come si dice, è stato meraviglioso, si è perso di sicuro qualcosa chi non ha potuto assistervi. Io ho cercato di raccontarne i tratti salienti tralasciando la lettura dei brani del libro perché o si ascoltano dall’autore e Benni  sul palco del Verdi di Pordenone è stato esilarante, o si legge il libro. per quanto riguarda quest’ultimo punto io l’ho letto e credo che lo rileggerò e rileggerò ancora…Se volete sapere perché continuate a leggere qui Prendiluna.