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Una medicina che espelle medici che hanno teorie diverse non è scienza , e’ una vergogna. Medici che chiedono l’estromissione di colleghi che hanno altre opinioni, non sono scienziati, sono branco terrorizzato di perdere privilegi, terrorizzato venga smantellato il loro sistema di clientelismo, fatto di sponsorizzazioni da big pharm.

Ben venga lo scioglimento della commissione solo se il ministro Schillaci avrà il coraggio ora di farne una con scienziati pro e contro i vaccini a mrna e sopratutto senza medici infraciditi dai conflitti di interesse. Il suo vero problema molto probabilmente a questo punto sarà proprio questo: trovare camici davvero bianchi ..

Ma dubito molto del coraggio del ministro. A mio parere Schillaci ha sciolto la commissione Covid non per amore della scienza, ma per paura dei fischi di Burioni, Bassetti e della solita corte di camici d’oro. Quelli che in TV facevano i gladiatori del terrore, dispensando diktat come se fossero verità assolute, e che oggi pretendono di riscrivere la storia a modo loro, senza confronti, senza mettere nulla in discussione, senza subire alcuna critica.

Giorgia Meloni, dicono, pare, si sia arrabbiata: «Noi siamo per il pluralismo» avrebbe detto. E come mai non è mai intervenuta prima, quando i baroni hanno iniziato a lamentarsi per l’ingresso in commissione di scienziati non allineati quali Paolo Bellavite, 73 anni, a lungo professore di Patologia generale all’Università di Verona, e Eugenio Serravalle, medico specializzato in Pediatria Preventiva e Puericultura e Patologia?

Persone titolate e rispettabili: cacciate perché portatori di opinioni diverse!

La storia e’ piena di casi analoghi , vi ricordate il medico Ignaz Semmelweis, che intuì l’importanza del lavaggio delle mani per prevenire infezioni? Ebbene i baroni lo osteggiarono e infine cacciarono dal suo posto di lavoro a causa delle sue idee rivoluzionarie. Loro , gli asini ebbero la meglio, ma Semmelweis aveva ragione e oggi lo sappiamo. Il problema è il potere che hanno questi individui. Un potere inversamente proporzionale all’etica e al rispetto dei principi fondamentali della scienza. Questo deve cambiare!

In italia non esiste l’etica, non esiste il rispetto delle opinioni e in ambito scientifico nemmeno delle teorie diverse. In italia non esiste il pluralismo. In Italia o ti allinei ai dogmi dei baroni di laboratorio, o vieni sbattuto fuori dal dibattito.

E Garattini? Anche lui a urlare allo scandalo, ma non perché la commissione fosse “contaminata” da qualche medico critico sui vaccini: il vero problema per lui è che dentro quelle stanze siedono troppi con conflitti d’interesse lunghi come curriculum. Burioni, Bassetti e compagni di merende: quanti contratti, quanti rapporti con case farmaceutiche, quante consulenze? Garattini ha ragione, c’è anche questo ignobile problema, ma non è l’unico e lui si guarda bene dal dirlo.

Le “verità scientifiche” che hanno ammazzato i malati vogliamo elencarle tutte? Ricordiamolo: non è stato il Covid a sterminare da solo. Sono stati anche i protocolli sbagliati, medici incapaci o obbedienti al sistema.

Tachipirina e vigile attesa: lasciati a casa come pacchi, fino al collasso. Niente cure domiciliari precoci: chi provava a farle veniva bollato come stregone. Terapie efficaci censurate, sperimentazioni bloccate, professionisti sospesi. Ospedali ridotti a mattatoi dove intubare era diventato il “rito sacro” anche quando non serviva.

E Burioni? Colui che pontificava che il virus non sarebbe mai arrivato in Italia, poi che era “impossibile” contagiare se vaccinati, poi ancora che chi criticava era “sciamano”. Se questa è scienza, meglio davvero tornare agli aurispici: almeno dalle viscere degli animali non uscivano contratti con Pfizer.

La verità è semplice e feroce: il Covid è stato il grande banchetto di Big Pharma e dei suoi sacerdoti in camice. Osi dubitare? Sei no-vax, stregone, fuori legge.

Schillaci oggi piega la testa a questi signori, sciogliendo una commissione che — pur con tutti i suoi limiti — rischiava di aprire spiragli di verità.

Il popolo ha pagato il prezzo: con i morti, con i malati cronici post-vaccino, con i ragazzi sospesi da scuola e lavoro.

Loro, i “luminari”, hanno incassato stipendi, ospitate, contratti e gloria televisiva.

Conclusione : La storia non li assolverà.

Il virus ha colpito, ma a uccidere sono stati gli asini arroganti che hanno chiamato “scienza” i loro dogmi sponsorizzati.

E oggi, con la complicità di Schillaci, cercano di blindare di nuovo il fortino.

Ma la verità, anche se la imbavagli, ha la pessima abitudine di sopravvivere. Ad Maiora!

La Corte dei conti europea ha bocciato senza appello la gestione dei fondi del Recovery and Resilience Facility (RRF), il mastodontico piano da 650 miliardi di euro concepito per aiutare i Paesi membri dell’Unione a uscire dalla crisi pandemica. Ma anziché rappresentare un’opportunità di rilancio economico, questo flusso di denaro si è trasformato in un colossale fallimento burocratico, caratterizzato da ritardi, inefficienze e mancanza di controlli adeguati.

Un sistema fuori controllo

Secondo la relazione speciale pubblicata dalla Corte dei conti europea, la gestione del RRF ha rivelato le solite lacune strutturali dell’UE, incapace di monitorare in modo efficace l’uso dei fondi. Gli Stati membri hanno spesso disperso le risorse in progetti mal concepiti, senza reali benefici per la ripresa economica. Il quadro di controllo, che avrebbe dovuto garantire la trasparenza nell’allocazione delle risorse, è inefficace e lacunoso, lasciando spazio a sprechi, inefficienze e, potenzialmente, anche a frodi.

Il fallimento della ripresa post-Covid

L’obiettivo del RRF era chiaro: rilanciare l’economia dopo la drammatica crisi del Covid. Ma il bilancio è impietoso. I ritardi accumulati hanno impedito un impatto tempestivo, mentre le politiche di spesa si sono rivelate disorganizzate e incoerenti. Invece di stimolare la crescita e il lavoro, molti fondi sono rimasti bloccati nelle pastoie burocratiche, alimentando un sistema che sembra più funzionale agli interessi delle lobby che a quelli dei cittadini.

UE e lobby: un matrimonio indissolubile

Ancora una volta, Bruxelles dimostra di essere una macchina burocratica più attenta agli interessi delle grandi lobby finanziarie e industriali che al benessere delle persone. Chi ha davvero beneficiato di questi fondi? Sicuramente grandi aziende, consulenze e gruppi di pressione, mentre le piccole e medie imprese, cuore dell’economia reale, hanno ricevuto solo briciole.

La solita Europa, i soliti sprechi

Questo ennesimo scandalo finanziario conferma un’amara realtà: l’UE è incapace di gestire in modo efficace le proprie risorse. Ogni crisi diventa il pretesto per creare fondi miliardari, gestiti con poca trasparenza e indirizzati verso interessi specifici anziché verso le reali necessità dei cittadini. Il Recovery Fund, che doveva essere la risposta alla crisi, si è trasformato nell’ennesima occasione sprecata.

Ora, la domanda è: chi pagherà per questi errori? La risposta, purtroppo, è sempre la stessa: i cittadini europei.

Ma tranquilli che non e’ finita perché la prossima mossa di Von der Leyen e dei suoi sostenitori lobbisti e’ già in essere: riarmo e creazione di un esercito europeo. Con quali soldi vi chiederete? Bene, ascoltatemi, avete uno specchio in casa? Cercatelo guardatelo e avrete la vostra risposta .. Ad Maiora

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