IN BALIA DEL PIÙ FORTE: ADDIO DIRITTO INTERNAZIONALE

Circolano video falsi sull’ipotetico attacco dell’Iran a Dubai e sui giornali anche titoli costruiti con frasi spezzate che ne cambiano profondamente il senso originale. Cose già viste, e che preoccupano non solo perché si tratta di disinformazione, ma per il fine che perseguono: costruire una narrazione strumentale alla legittimazione di comportamenti che altrimenti non lo sarebbero affatto.

Prima ancora delle bombe, stanno condizionando la percezione collettiva.

Il principio di autodeterminazione dei popoli sancito dalla Carta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite stabilisce infatti che ogni nazione ha il diritto di scegliere liberamente il proprio sistema politico senza interferenze esterne. L’uso della forza è legittimo solo in due casi: autodifesa reale dopo un attacco armato oppure autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ONU.
Nel bombardamento contro l’Iran non mi pare vi sia stato nè l uno nè l altro. Qualcuno obietta tronfio che certi interventi servano a “liberare” popoli oppressi. A tal fine, la ragazza (una) iraniana che inveiva contro i pacifisti in Italia e’ la pedina perfetta da mettere in prima pagina, a sottolineare quanto siano “virtuosi” gli Stati Uniti nel liberare popolazioni oppresse da un dittatore.

Ma questa a me pare pura propaganda. La storia recente ha ampiamente mostrato come le guerre coincidano sempre con equilibri strategici, risorse energetiche e controllo regionale, mentre gli ideali umanitari sono solo quell’apparenza ben infiocchettata da sventolare davanti ai nasi dei cittadini per ipnotizzarli (più di quanto non lo siano già grazie a social e similari), non certo il vero, onesto motore degli interventi.
A mio modo di leggere i fatti odierni, sembra essersi affermato, ed è molto grave così fosse , il principio secondo cui uno Stato può essere colpito perché ritenuto scomodo o non allineato, o perché disturba in una certa area; può essere colpito chi non obbedisce soprattutto se possiede risorse strategiche. Di conseguenza, il diritto internazionale non è più una garanzia universale, ma uno strumento applicato quando conviene da chi dispone dell’arsenale più potente.
Siamo in parole semplici , nelle mani di chi ha il maggior potere militare.

Oggi tocca all’Iran, qualcuno che percepiamo lontano anche e soprattutto dal nostro modo di intendere la libertà, ma domani il criterio potrebbe cambiare.
Israele ad oggi ha attaccato Cisgiordania, Libano, Siria, Qatar , Iran, e di nuovo Libano , senza parlare della distruzione di Gaza unico caso, e’ vero, in cui hanno reagito ad un attacco, ma quanto è vero che la reazione e’ stata spietata fino al massacro di quasi 80.000 persone palestinesi la maggior parte bambini. Persone uccise senza pietà mentre erano in fila per avere gli aiuti umanitari. Tutti terroristi?

E ció e’ accaduto sotto gli occhi del mondo occidentale non solo inerte ma anche solidale con la violenza inaudita usata. Eppure usa e Israele hanno fatto la stessa cosa che ha fatto la Russia.. Due pesi e due misure?

Il diritto serve a garantire il rispetto di principi fondamentali e condivisi, nel momento in cui qualcuno lo viola ripetutamente, usando i media per creare nemici e giustificando tali violazioni, non siamo più protetti da un sistema di norme condiviso: siamo alla mercé del più forte.
Oggi tocca all’Iran e al libano, ieri e’ toccato a Iraq, Kosovo, Afganistan, etc domani siamo tanto sicuri non capiti a noi?

Funerali bambine uccise in Iran a causa dell’attacco di Stati Uniti e Israele

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