IL DOTT. RAFFAELE ANSOVINI FA CAUSA A PFIZER E MODERNA.





Intervista al dott. Ansovini censurata da you tube e facebook

Il dott. Raffaele Ansovini è un ricercatore impegnato nello studio dei vaccini e dei virus da oltre 30 anni, marchigiano di origine, ha preso il coraggio a due mani e ha fatto causa a Pfizer e Moderna facendo aprire il fascicolo Ansovini vs Pfizer & Moderna. Un gesto forte al punto che la magistratura esita a dare seguito agli accertamenti. Di fatto però il dottore è molto sicuro delle sue affermazioni, per lui non ci sono dubbi, i vaccini “sono pericolosi” e lo ha scritto nero su bianco nella denuncia che ha presentato il 7 marzo scorso alla procura di Urbino. Ansovini chiarisce che la pericolosità è dovuta al fatto che “non è controllabile la loro meccanica funzionale” e proprio questo limite potrebbe essere la causa delle morti improvvise che il dottore spiega definendole infarti provocati da “crampi al ventricolo”.

Ma non solo, ci sarebbe un altro aspetto molto grave da evidenziare, dice il dott. Ansovini, e cioè, che normalmente, una cellula è infettata solo da un virus, mentre questi vaccini attivano una doppia infezione che la natura umana “non ha mai sopportato né avuta”.  

Inoltre, e ancora non ci sono dubbi nelle sue parole, “i vaccini sono “altamente sperimentali” , “esprimono un concetto camuffato” e solo per questo dovrebbero essere fermati. Parla anche del grafene: per lui è una nanotecnologia, impiegata come un veicolante per far uscire i vari componenti nel periodo di integrazione nei mitocondri.

E infine alla domanda “c’è una soluzione per recuperare la salute delle persone vaccinate?” La risposta è affermativa ma è fondamentale bloccare la quarta dose. Perché mentre i danni provocati dalle tre dosi si potranno arginare, quelli della quarta no.

E quale sarebbe la soluzione? Il vaccino della poliomielite.

Un quadro serio quello che ha delineato e a fronte del quale il magistrato sulla cui scrivania è finita la denuncia del dott. Ansovini, invece di far scattare le indagini per garantire la tutela e la sicurezza di tutta la popolazione teme più per il procurato allarme che ne potrebbe derivare e non procede.

Così facendo però rischiamo che, se avesse ragione il dottore Ansovini, la magistrata della Procura di Urbino si renderebbe complice di una strage e forse questo qualcuno dovrebbe ricordarglielo. Alla fine non sarebbe meglio scoprire che il dott. Ansovini ha torto che dover constatare che aveva ragione ma non è stato fatto quello che si sarebbe potuto per salvare molte vite?

E in tal caso si potrà parlare di strage di Stato complice la magistratura?

Marianna Maior

GLI AVVOCATI DELLE ASSOCIAZIONI IDU e DUS CHIEDONO L’ACCESSO AGLI ATTI AD AIFA.

E ANCORA: SONO FALSATI I DATI DEGLI EFFETTI AVVERSI NEL MEDIO E LUNGO PERIODO?

Case farmaceutiche ed AIFA affermano di non conoscere gli effetti avversi dei vaccini anticovid19 nel medio e lungo periodo, tuttavia, limitano l’osservazione a 14 giorni dalla vaccinazione.

I legali appartenenti alle associazioni IDU e DUS continuano la loro battaglia e mettono il dito in un’altra piaga del sistema di farmacovigilanza gestito da Aifa. .

Infatti, come potrete ascoltare nell’intervista video qui riportata, uno dei legali dell’IDU, l’avv. Iapichino, afferma che l’AIFA nel rapporto annuale n. 10, relativo al periodo ,dicembre 2020 e dicembre 2021- comunicato a febbraio 2022- a pag. 25, l’Agenzia di farmacovigilanza dichiara chiaramente che considera correlabili alla somministrazione dei vaccini anticovid19, solo le morti che accadono entro 14 giorni dalla vaccinazione stessa.

E’ evidente a chiunque che detto limite ha dell’illogico. Infatti, come è possibile restringere il periodo ai soli 14 giorni? E come verificherebbero quindi gli effetti nel lungo periodo? E in base a quale studio scientifico gli effetti avversi si dovrebbero fermare al quattordicesimo giorno dalla somministrazione?

Gli avvocati delle due associazioni che si stanno dimostrando determinati ad andare a fondo in merito all’efficacia e sicurezza dei vaccini, hanno quindi inviato il 4 agosto 2022 ad AIFA una richiesta di accesso agli atti con la quale chiedono all’ente:

  1. Il criterio scientifico e/o normativo secondo cui il decesso causato dai vaccini anticovid19 (peraltro ancora sottoposti al regime di autorizzazione condizionata) possa manifestarsi solo entro 2 settimane dalla somministrazione;
  2. La motivazione tecnico scientifica e/o normativa che ha indotto la S.V. ( AIFA) a non estendere il periodo di osservazione oltre le due settimane dalla somministrazione.

Quesiti chiari e che ricordano come dati e studi scientifici debbano essere alla base di ogni decisione e comportamento assunti dalle istituzioni sanitarie. La scientificità è fondamentale perché ricordo che stiamo parlando della salute di milioni di persone. Solo in Italia è stato vaccinato l’85 % degli italiani. Tutte persone che si sono affidate alle istituzioni sanitarie statali. Ma la domanda ora è: Le istituzione si sono affidate alla scienza? E se sì, come davvero ci auguriamo per il nostro bene, dove sono gli studi scientifici? Perché non li esibiscono?

Ritornando alle associazioni IDU e DUS, nella missiva, ricordano di effettuare le richieste “in quanto portatrici di interessi collettivi e pubblici soprattutto in ambito sanitario e medico” e chiudono la lettera dichiarando che “in caso di omesso riscontro segnaleranno la questione alla competenti autorità ivi compresa la magistratura.” Anche se forse, la magistratura, considerata la delicatezza e la gravità della situazione, dovrebbe già intervenire e procede d’ufficio.

Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi

Ad Maiora

PS. Nell’intervista ricordo (ma senza indicare nome degli enti interessati) che  Biontech ha scritto in un testo destinato all’agenzia americana SEC (Securities and Exchange Commission) “NON SIAMO SICURI DI DIMOSTRARE L’EFFICACIA E LA SICUREZZA SUFFICIENTI DEL NOSTRO VACCINO COVID 19 NECESSARIE PER OTTENERE L’APPROVAZIONE PERMANENTE….”  DEL VACCINO IN GIURISDIZIONI NELLE QUALI IL VACCINO È STATO AUTORIZZATO PER USO DI EMERGENZA O CONDIZIONATO. per maggiori informazioni al riguardo rinvio al mio pezzo che trovate qui.

immagine dal web

Sting durante il concerto di Varsavia di sabato 30 luglio nel mezzo del concerto ha fermato la musica per intonare un canto di libertà. Ha pronunciato parole che, ascoltatele, sentirete come ho sentito io sgorgano dal suo cuore direttamente, sono parole vive, di cui oggi abbiamo grande bisogno. Sono parole che illuminano la strada che ci riconduce alla nostra essenza e la nostra essenza è la “verità”,  la verità è la vita.

La traduzione sul palco per i polacchi l’ha fatta un famoso attore, Maciej Stuhr e anche se non so il polacco il sentimento che ha messo nel tradurre è chiaro e forte come solo la verità sa essere in qualunque lingua anche non conoscendone le parole.

“La democrazia è sotto attacco. È sotto attacco in ogni paese del mondo. È in grave pericolo di perdersi se non la difendiamo”.… “L’alternativa alla democrazia è un incubo… L’alternativa alla democrazia è una prigione, la prigione della mente. L’alternativa alla democrazia è la violenza, l’oppressione, incarceramenti, il silenzio. L’alternativa è la tirannia. Tutta la tirannia si basa su una menzogna. Maggiore è la tirannia, maggiore è la menzogna”. … “I tiranni mentono all’intero mondo e molti di loro mentono anche a se stessi”… “Non essere d’accordo con il tiranno” significa rischiare la prigione, la tortura e la morte. “Eppure è quello che dobbiamo fare, tutti noi. Dobbiamo proteggere il nostro diritto a dire la verità”. “La mente non può essere imprigionata. Dobbiamo difendere la libertà di essere noi stessi, nella mente e nel corpo”. “La guerra in Ucraina è un’assurdità, basata su una bugia. Se inghiottiamo quella bugia, la bugia ci mangerà”.

La bugia è terrorizzata dalla verità”. “La verità deve essere ascoltata” “Non dobbiamo perdere questa battaglia”.

Ad maiora

Si chiama Lu Shai è l’ambasciatore cinese in Francia, ed è stato ospite di BFM TV mercoledì scorso. Invitato a parlare della situazione a Taiwan, in particolare dopo la visita della Segretaria di Stato americana Nancy Pelosi, l’ambasciatore ha detto che la visita americana all’isola ha determinato l’aumento della tensione tra Cina e America: se la Segretaria di Stato americana , non fosse andata a Taiwan, in poche parole, non ci sarebbe stata le reazione cinese. E fin qui non gli si può dare tutti i torti. Ma è verso la fine dell’intervista che viene la pelle d’oca, quando in sostanza l’ambasciatore afferma che dopo aver riunito il popolo di Taiwan con quello cinese ( non escludendo l’uso delle armi se necessario) , bisognerà RIEDUCARE IL POPOLO DI TAIWAN .

All’ambasciatore cinese e soprattutto ai cittadini oggi di tutti gli Stati e non solo a quelli cinesi credo che il filosofo francese Albert Camus risponderebbe così: “L’unico modo per affrontare un mondo non libero è diventare così liberi che la vostra stessa esistenza diventi un atto di ribellione”.

Ad maiora  

Intasato in Tribunale l’ufficio dedicato alla registrazione delle notizie di reato.

Tra le ipotesi di reato l’art. 445 codice penale, ma anche lesioni colpose e omicidio colposo.

Sono almeno una quarantina le pec che con oggetto “CHIARIMENTI VACCINAZIONE IN FARMACIA FVG” sono state spedite non solo agli ordini delle professioni sanitarie quali medici , farmacisti , infermieri, aziende sanitarie,  direttori delle farmacie ospedaliere del FVG ma anche ai Nas e alle procure. Cosa può aver spinto i farmacisti a spedire una pec addirittura a carabinieri e magistrati? Quali sono i chiarimenti che richiedono? Alla base di tutto questa volta c’è la circolare n 105/22 del 19 luglio 2022, che apre alla possibilità di eseguire vaccinazioni nelle farmacie del Friuli Venezia Giulia, e quindi che autorizzerebbe i farmacisti stessi a effettuare una iniezione ai cittadini. Ma molti sono i dubbi messi nero su bianco nella pec inviata a tutti i responsabili, in un modo o nell’altro, della salute dei cittadini e che i firmatari elencano precisando di ritenere “dover ricevere opportuni chiarimenti su questioni importanti di carattere normativo e legale a tutela della categoria stessa e dei cittadini della nostra Regione”.

Va da sé che le norme in materia sanitaria sono scritte per tutelare la salute delle persone quindi la loro violazione ne implica direttamente la messa in pericolo. Ciò premesso alcuni degli argomenti riportati nella pec  li conosciamo già ( vedi qui) e attengono alla violazione dell’appropriatezza prescrittiva già denunciata a partire dal 15.12.21 dal dott. Fabio La Falce e ancora dallo stesso ribadita il 24 maggio a Torino durante il consiglio dell’ordine di quella città .

In sintesi, nella missiva ricevuta il 1 agosto 2022 e che il pubblico Ministero di Pordenone dovrà valutare, si ribadisce che, la dose eterologa ( Astrazeneca con Pfizer, Astrazeneca con Moderna, Pfizer con Moderna etc, etc ), la terza dose e ora anche la quarta, sono tutte somministrate Off Label cioè fuori scheda tecnica, il che richiederebbe l’esistenza di studi almeno di fase II pubblicati per essere a norma di legge, ma questi studi – che dovrebbero esserci tra l’altro per ogni  percorso immunologico creato “tra mescolamenti di vaccini e guarigioni”, affermano i farmacisti, “non ci sono”.

“Gli studi almeno di fase II che dimostrino un’efficacia adeguata con un profilo di rischio accettabile a supporto dell’indicazione richiesta – scrivono- sono l’unica garanzia a supporto della sicurezza per il paziente (in questo caso ricordiamo cittadino sano) e sono strumento imprescindibile per ogni medico tanto per una adeguata valutazione rischio/beneficio quanto per poter fornire una completa informazione al paziente (senza la quale il consenso informato non può sicuramente ritenersi tale). Inoltre aggiungono:  “Per esplicita ammissione della Commissione Consultiva Tecnico Scientifica (verbale 72 dell’11 luglio 2022) la stessa non ha approvato l’utilizzo off-label  della 4°dose secondo studi di fase due pubblicati (e si ribadisce la necessità che ve ne sia uno per ogni percorso immunologico creato) ma “sulla base dei dati esaminati e in considerazione dell’attuale andamento epidemiologico” eventualità e condizioni non previste nella legge 648/96 per l’inserimento off-Label di una nuova indicazione o variazione posologica. E chiedono “ai Direttori delle Farmacie Ospedaliere della aziende sanitarie del FVG, tutelari dell’appropriatezza prescrittiva all’interno della propria azienda sanitaria e sul territorio competente, di avere evidenza di quali studi hanno fornito ai medici vaccinatori delle Aziende Sanitarie affinché potessero fare adeguate valutazioni rischio/beneficio e dove abbiano trovato l’aggiornamento dell’elenco della 648/96.

E qui tocchiamo un altro punto cruciale, infatti, gli autori della lettera chiariscono: “Il mancato aggiornamento della nuova indicazione in elenco imporrebbe al medico, farmacista ed infermiere vaccinatore di non poter vaccinare se non violando la norma stessa e facendoci ricadere nella violazione prevista dall’articolo 445 c.p.”. La norma penale citata si riferisce alla “Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica”. Ma cosa accadrebbe se dalla somministrazione di un farmaco in violazione dell’art. 445 cp derivassero la malattia grave o addirittura la morte di una o più persone? Potrebbero configurarsi anche i reati di lesioni e/o omicidio colposo a carico dei medici, infermieri e ora anche farmacisti vaccinatori? Riteniamo di sì.

Ma andiamo avanti. Nel testo, avrete notato, viene sottolineata e denunciata anche  l’assenza di studi per ogni percorso immunologico. Cosa vuol dire? Significa che se una persona, ad esempio, ha contratto il virus ottenendo una immunità naturale e poi è stato vaccinato, ebbene, non ci sono studi che facciano chiarezza sull’impatto nel corpo della persona che ha già incontrato il virus, della vaccinazione. Cosa che tra l’altro è abbastanza anomala. Avete mai sentito di qualcuno che ha contratto il morbillo e una volta guarito corre a vaccinarsi per il morbillo stesso? Per gli autori della pec infatti “In nessuna scheda tecnica alla voce posologia e modalità di somministrazione è mai stata indicata la possibilità di considerare la guarigione come “dose sostitutiva” o altro, in nessuna scheda tecnica è mai stato previsto che la malattia prima della vaccinazione può sostituirsi alla somministrazione di una singola dose di vaccino ma se sopraggiunge dopo un ciclo vaccinale non la si deve considerare nella stessa maniera. E ricordano che “La Regione Piemonte ha posto seri dubbi sulla legittimità delle vaccinazioni dei guariti (comunicazione prot. N 34758 del 2/06/2022)”.

Inoltre, la dott.ssa Tiziana Coccoluto (Capo di Gabinetto d’Ordine del Ministero)- che in molti ricorderanno se non altro per il video esplicito che la dott.ssa Barbara Balanzoni ha diffuso sui social proprio in merito alla circolare che autorizzava la vaccinazione nei guariti – ebbene la dott.ssa Coccoluto, firmataria della circolare-  a giugno, interpellata dagli ordini delle professioni sanitarie in merito proprio alla confusione creata da quella circolare, ha “ritenuto necessario interpellare il Consiglio Superiore di Sanità per avere rassicurazioni sulla vaccinazione dei guariti (nota 11385 del 01 luglio 2022). Peccato che ad oggi il CSS non abbia ancora risposto, ricordano nella pec i farmacisti.

Della serie non ci stanno capendo più niente.

Ma non è tutto. Un altro aspetto considerato nella lettera è la somministrazione dei vaccini nelle farmacie. Per legge (e quindi per studi e preparazione professionale) “Nessun farmacista è abilitato alla prescrizione e alla somministrazione di farmaci” ricordano i firmatari che chiedono quindi : “come si riuscirebbero a gestire in farmacia shock anafilattici e reazioni avverse da vaccino? Come gestirebbe un farmacista una situazione in cui, per esempio, ci potrebbe essere la necessità di dover somministrare liquidi e/o farmaci in via endovenosa? E quindi: Quale responsabilità ricadrebbe sul farmacista vaccinatore nel caso tragico in cui non riuscisse a gestire uno reazione allergica? A livello di responsabilità penale e civile, quali rischi corrono i dipendenti e titolari delle farmacie dove si effettuerebbero le vaccinazioni con la chiara consapevolezza di non essere né legalmente coperti né professionalmente in grado di risolvere questo tipo di emergenza? e quindi concludono: “… si è certi comprenderete l’importanza di porre massima attenzione ai quesiti posti e a questi aspetti normativi (di profonda sostanza) in primis a tutela della salute dei cittadini e, in aggiunta, a tutela dei medici/farmacisti/infermieri vaccinatori e delle stesse istituzioni che potrebbero essere chiamate in causa in un eventuale concorso di colpa là dove la norma fosse stata consapevolmente violata e/o nel caso in cui la somministrazione del farmaco abbia arrecato danno al paziente pur sapendo che non verrebbero rispettate le minime condizioni di sicurezza (assicurate dagli studi a supporto delle nuove indicazioni e dalle abilitazioni professionali ricevute durante il corso di laurea)..

“Si ritiene doveroso- concludono –  ricevere risposta a tutti i quesiti posti e, in mancanza di risposte esaustive al riguardo, si invita a prendere in considerazione la possibilità di sospendere ogni tipo di vaccinazione al di là delle uniche autorizzate in scheda tecnica o supportate da studi che ne permettano il reale inserimento in 648/96 (con aggiornamento dell’elenco relativo).”

Credo che tutti possiamo aggiungerci alla richiesta, posto che in gioco, qui, c’è la nostra salute. Ora aspettiamo le risposte degli ordini delle professioni sanitarie interpellate e delle autorità competenti del territorio e di chi deve tutelare la nostra salute, compreso il Pubblico Ministero. Perché, fossero vere tutte le omissioni legali elencate c’è di che rabbrividire. Sottoporre la popolazione a trattamenti sanitari praticamente obbligatori senza il minimo di studi a garanzia della salute dei cittadini è riprovevole così come è riprovevole obbligare alla vaccinazione con sostanze di cui non è ammesso, per richiesta delle case farmaceutiche produttrici, analizzarne il contenuto. Della serie siamo stati costretti a firmare un consenso informato dove mancava l’informazione principale: cosa c’è davvero dentro i sieri a mRNA? Di Marianna Maiorino Riproduzione RISERVATA ©

E questo è un altro argomento molto serio, su cui aspettiamo chiarimenti, questa volta dalla procura di Pesaro.

Ad maiora

Per i partiti non allineati al sistema, quelli nati in risposta alla gestione (pessima) della pandemia della vecchia politica l’unica soluzione di arrivare nelle schede elettorali degli italiani, visti i tempi strettissimi ( si andrà a votare il 25 settembre), pare sia quella di unirsi, attraverso un patto federativo.

La difficoltà per loro è quella di riuscire a raccogliere il numero di firme necessarie: 36.750 per la Camera e 19.500 per il Senato e con stringenti requisiti sui collegi.

Esentati dalla raccolta firme sono ad oggi solo le liste e i partiti che hanno costituito un gruppo in almeno una camera prima del 31 dicembre 2021, o che alle ultime elezioni abbiano ottenuto almeno un seggio, o che abbiano contribuito all’attribuzione di seggi per i propri alleati in una coalizione avendo più dell’1% (anche se meno del 3%).

In altre parole sono praticamente esentati tutti i partiti che hanno appoggiato il governo Draghi e comunque tutti i partiti che in un modo o nell’altro guidano questo paese da anni. Resterebbero esclusi quindi tutti i nuovi partiti, e il sospetto è che elezioni così vicine siano state programmate proprio per escludere il dissenso viene.. come diceva Andreotti a penar male si fa peccato ma spesso si indovina.

Che fare? L’unica soluzione che sarebbe segno di grande intelligenze e saggezza già proposta da molti cittadini, è quindi proprio quella di unirsi.

Ovvero, tutti i partiti nuovi, che hanno già nel dna molti punti in comune, potrebbero presentarsi uniti alle elezioni creando un patto federativo: “ Se c’è volontà di dare una risposta alla richiesta di unione degli italiani, ci si siede ad un tavolo e si trova un accordo, anche senza rinunciare alla propria identità, con un patto federativo” fanno  sapere Erich Grimaldi presidente di UCDL e Olga Milanese del Comitato Referendum No Green Pass.

L’avv. Grimaldi con il suo gruppo ha infatti lanciato l’invito ad unirsi a tutte le forze antisistema e la risposta, fa sapere  “è stata entusiasta”.

È evidente che la presenza dei principali gruppi che intendono concorrere alle elezioni è indispensabile per attuare quella unione che il Congresso si propone come scopo. Alcuni tentano di giustificare la propria defezione adducendo motivi francamente inconsistenti. Se c’è volontà di dare una risposta alla richiesta di unione degli italiani, ci si siede ad un tavolo e si trova un accordo, anche senza rinunciare alla propria identità, con un patto federativo.” fanno sapere Erich Grimaldi presidente di UCDL e Olga Milanese del Comitato Referendum No Green Pass che hanno firmato una nota congiunta nella quale scrivono anche “Le firme, uniti, si raccolgono in un quinto del tempo che sarebbe necessario a ciascuno procedendo singolarmente. Ma Aggiunge per far questo bisogna avere a cuore il bene degli italiani…”

L’evento si terrà domani 30 luglio 2022, dalle ore 10, in Roma alla Villa Barberini, via Bertoloni n. 45, “con tutte le forze che hanno aderito, i movimenti ed i gruppi che hanno lottato in questi due anni al fianco delle persone perseguitate dalle misure governative, che hanno la reale percezione della sofferenza dei cittadini e che sono, quindi, realmente portavoce delle istanze della popolazione.”

Di certo presentarsi uniti lasciare da parte i personalismi e l’ego, a fronte di tutto quanto ha esibito la politica italiana negli ultimi anni sarebbe già una bella vittoria per questi neo partiti che, se consapevoli del loro potere , oggi potrebbero rappresentare davvero il meteorite che fece estinguere i dinosauri…

AD MAIORA

Domenica 24 luglio su Il Fatto Quotidiano è stato pubblicato l’articolo “Rischio per anticorpi post vaccino: possibili malattie autoimmuni” che riporto in foto. Questo articolo io l’ho condiviso su Facebook limitandomi a riportare nella parte dedicata al commento un estratto dell’articolo. Risultato: bloccata per due giorni.

Di cosa parla il pezzo firmato da Peter D’Angelo? Di una ricerca condotta dall’Azienda Sanitaria di Alessandria dalla quale è emerso che dall’analisi di 77 sanitar,i dopo la vaccinazione, sono possibili malattie autoimmuni. In particolare ho riportato questo pezzo dell’articolo: “I dati ottenuti suggeriscono che questi nuovi vaccini a mRna possano essere in grado di indurre un’alterazione dell’assetto autoimmune, ma questi auto-anticorpi potrebbero essere anche solo transitori, infatti, gli stessi possono essere presenti in una parte delle popolazione sana, statisticamente più piccola, negli anziani, e nei parenti di primo grado di pazienti con malattie autoimmuni”.

E ho aggiunto poi: “Responsabile della ricerca, Maria Cristina Sacchi, che coordina il centro di autoimmunità presso il laboratorio di Analisi e autoimmunità dell’Azienda ospedaliera di Alessandria, diretto da Maria Matilde Ciriello”.

Non ho fatto alcun commento personale come vedete, non ho aggiunto nulla. Ho solo riportato un articolo che è pubblicato in Italia in uno dei quotidiani più seguiti e che per le leggi italiane può essere tranquillamente pubblicato. Perché Facebook lo ha eliminato dalla mia pagina? Perchè mi ha bloccato per 2 giorni? In base a quale autorità? Quale il contenuto che avrebbe violato esattamente le regole della community? E soprattutto come può permettersi di censurare un articolo di giornale in questo caso de “Il Fatto Quotidiano”? Non è forse una censura alla stampa seppur indiretta?

E inoltre, non sa Facebook che i principi democratici e costituzionali non si fermano davanti alla porta di un’azienda privata? La libertà di pensiero non vale forse in ogni luogo, pubblico o privato che sia e in particolar modo se per attività aziendale si ha quella di permettere alle persone di comunicare e scambiarsi opinioni? Io ritengo che la magistratura italiana dovrebbe intervenire per ricordare e far rispettare a Facebook e a Mark Zuckerberg i principi fondanti della nostra società, e tra questi la libertà di espressione. E mi rivolgo anche e soprattutto con questo pezzo a Il Fatto Quotidiano affinchè intervenga su questo episodio perché in concreto è l’articolo de Il fatto ad essere stato censurato. E chiedo pertanto a questo quotidiano e al suo direttore Marco Travaglio di non lasciar passare questi episodi che sono piccoli gesti che un po’ alla volta stanno mettendo il cappio alla libertà di pensiero , e conseguentemente anche l’informazione.

Ad Maiora Marianna Maior

Spedite 13 diffide contro i Presidenti degli Ordini delle Professioni Sanitarie

Un’altra diffida è da oggi sulle scrivanie di tutti i presidenti degli ordini delle professioni sanitarie quali quelle dei Medici, Farmacisti, Infermieri, Ostetriche, Biologi, Psicologi, Veterinari, Radiologi, Tecnici di laboratorio. Molti dei quali si erano distinti pochi giorni fa – ne ho parlato qui – per aver sottoscritto congiuntamente, ma senza interpellare i propri iscritti, l’accorato appello al Premier Draghi pregandolo di non “lasciare solo chi, da oltre due anni con competenza e dedizione, combatte in prima linea la battaglia, ancora in corso, contro la covid 19″.

Ebbene non tutti concordano sulla competenza e dedizione di cui si vantano. Anzi, molte sarebbero le violazioni anche gravi che vengono loro rinfacciate. In particolare 13 fra Comitati e Associazioni (Istanza Diritti Umani IDU, Diritti Umani e Salute DUS, Avvocati per la Libertà, Avvocati Liberi, Avvocati per le liberta e i diritti ADL, Associazione Arbitrum), alcune di loro composte da soli avvocati e altre dirette a difendere i diritti umani, la salute, i danneggiati dalle vaccinazioni covid, hanno messo nero su bianco la sfilza di violazioni che ad oggi le istituzione e gli ordini professionali avrebbero commesso in materia di vaccinazione. La diffida è partita dai legali di IDU (Istanza Diritti Umani), Enzo Iapichino e Antonio Petrongolo, per intenderci gli stessi che insieme ai legali dell’associazione DUS (Diritti umani e salute) hanno scoperto che le istituzioni italiane non posseggono i documenti necessari per verificare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti Covid. Quegli stessi documenti che le Case Farmaceutiche avevano l’obbligo di depositare in virtù delle Determine nn. Rep. 154/2020, Rep. 1/2021, Rep. 18/2021, Rep. 21/2021, emesse dall’AIFA.

Scoperta che ha portato il pool di legali a presentare presso la Procura di Roma una querela contro Aifa, Ministero della Salute,  Cts (Comitato tecnico scientifico) e l’Iss (Istituto superiore di sanità), tutti accusati di aver commesso i reati di omissione d’atti d’ufficio, abuso d’atti d’ufficio, omicidio colposo, lesioni personali, falsità ideologica, procurato allarme, falso in atto pubblico, nonché un Ricorso al TAR Lazio da parte dell’Avv. Andrea Oddo di IDU per reperire tale documentazione. Ma questa circostanza rappresenta solo una delle tante violazioni gravi indicate nella diffida appena inviata agli ordini, trasmessa per la prima volta lo scorso 18 luglio da IDU e, successivamente, inviata con un documento congiunto da tutte le altre Associazioni. Entriamo nel merito.

Innanzitutto, rileva sottolineare che il motivo per cui vengono diffidati gli ordini e perché “si sono attivamente resi partecipi alla campagna vaccinale anticovid, assumendo decisioni in merito alla sospensione degli iscritti dei propri albi, senza verificare la sussistenza dei requisiti di legge, senza preoccuparsi del danno e delle possibili reazioni avverse, esponendo gli inoculati ad un serissimo pericolo per la propria vita senza verificare la sussistenza della documentazione normativa e scientifica comprovante efficacia e sicurezza dei sieri anticovid.” Gli ordini, leggiamo nella diffida, sono infatti “Enti Pubblici che agiscono quali organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento connessi all’esercizio professionale, (….) e sono  quindi direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.” In altre parole, con la diffida si contesta agli ordini che avendo il potere di dissentire, non hanno “disapplica(to) quelle norme lesive del diritto alla salute e del diritto al lavoro, nonché palesemente discriminatorie e lesive dei principi Costituzionali.”

Le contestazioni sui vaccini anticovid sono diverse, e alcune di queste riguardano il comportamento omissivo da parte degli Ordini Professionali: 

non sono stati oggetto di studi sulla genotossicità e cancerogenicità. 

non hanno mai ricevuto dall’Agenzia Europea EMA o dall’Agenzia Italiana AIFA l’autorizzazione permanente alla commercializzazione, bensì “l’autorizzazione condizionata”, la quale è subordinata al rispetto di precise condizioni, ovvero l’obbligo per le case farmaceutiche di depositare, entro una precisa tempistica, “rapporti e relazioni di sicurezza” al fine di dimostrare, già nel breve periodo, e a tutela della Salute Pubblica, la sussistenza degli imprescindibili requisiti di “efficacia” e “sicurezza”. E inoltre,

l’eterologa (dosi di vaccini diversi somministrati alla stessa persona), la terza e la quarta dose, per stessa ammissione del Comitato Tecnico Scientifico, sarebbero prive degli studi di Fase II pubblicati a supporto dell’utilizzo off label cioè fuori etichetta, senza considerare che l’elenco della legge 648/96 che disciplina l’uso dei farmaci off label e che permette ai medici di verificare la regolarità dell’utilizzo off label, non è mai stato aggiornato (dopo l’uscita in G.U. delle indicazioni autorizzate) per nessuna delle indicazioni proposte, pertanto nessun medico vaccinatore avrebbe potuto, se non violando la legge, vaccinare alcun paziente. “Nessun consenso informato può ritenersi tale se mancano gli studi attraverso i quali i medici vaccinatori avrebbero dovuto effettuare una corretta e completa valutazione rischi/benefici. 

Il documento chiude diffidando gli ordini in persona dei Presidenti pro tempore, ad emettere per il futuro qualsiasi provvedimento di sospensione, intimandoli a revocare con efficacia immediata i provvedimenti di sospensione già emessi, in quanto costituiscono una grave lesione dei diritti oltre che un notevole pregiudizio economico per i Sanitari sospesi, ma ancor più grave è che la diffida chiude con l’affermazione che gli ordini saranno ritenuti responsabili di tutti i pregiudizi economici che verranno arrecati, nonché di reazioni avverse e/o di decessi a seguito dell’inoculazione dei vaccini anticovid, per cui le associazioni, si riservano, nel caso, di procedere penalmente nei loro confronti per tutti i reati che si potranno ravvisare nelle future condotte, come peraltro già fatto nei confronti dei Dirigenti delle Istituzioni Nazionali. E ancora,  altro punto gravissimo, nella diffida si afferma che sia venuta meno l’esimente garantita dallo “scudo penale”, onde per cui, in caso di reazione avversa, di ogni genere e natura, procurata e cagionata dalla somministrazione vaccinale, la responsabilità sarà a ascrivibile ai presidenti degli ordini professionali. 

Insomma se fossero confermate, come pare, tutte le violazioni indicate nella diffida ai presidenti degli ordini dovrebbero tremare i polsi, ma anche a noi cittadini, che abbiamo subito un trattamento sanitario praticamente obbligatorio per scoprire poi che non esistevano basi scientifiche sufficienti a garantire la nostra salute. marianna maior (riproduzione riservata©)

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Il deputato Andrea Colletti – per la cronaca uno di quelli che il 18 febbraio 2021, ha votato contro la fiducia al governo Draghi e per questo motivo è stato espulso dal Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle- alla camera con un’interrogazione in commissione affari costituzionali ha chiesto al ministro dell’Interno se “intenda assumere iniziative per sanzionare la condotta dell’ex Questore di Pordenone, Marco Odorisio, oggi questore di Monza e Brianza, rimuovendolo dall’incarico per manifesta inidoneità”. La richiesta è motivata in considerazione dell’esito del processo relativo ai fatti che si verificarono a Pordenone il 15.12.21 e che costarono a Stefano Puzzer un ingiusto Daspo di tre anni. Il 13 luglio 2022 infatti il Tar del FVG non solo ha revocato il Daspo ma ha ricostruito magistralmente tutti i fatti. La sentenza come ho già avuto modo di dire è un capolavoro. Vi riporto qui solo alcuni brevi passaggi che vi faranno comunque comprendere il perchè della richiesta del on. Andrea Coletti:

1.“Violazione di legge – art. 1, comma 1 lett. c) del D. Lgs. 159/2011 – Eccesso di potere per carenza dei presupposti, travisamento dei fatti”…


2.“Eccesso di potere per sviamento, violazione di legge art. – art. 1, comma 1 lett.
N. 00109/2022 REG.RIC. c) del D. Lgs. 159/2011 in relazione agli artt. 16, 21 e 27 Costituzione”, con cui censura il provvedimento opposto essenzialmente perché emesso a causa della posizione critica espressa in varie occasioni dal ricorrente nei confronti delle politiche governative, che giammai può, in uno Stato democratico, portare l’Autorità a considerare coloro che semplicemente manifestano liberamente il proprio pensiero «pericolosi socialmente e dediti ad attività criminali». E’ stato, dunque, colpito solo in quanto simbolo del dissenso.

3.“Violazione di legge – 2 del d.lgs. 159/2011 – Eccesso di potere, motivazione carente e del tutto illogica con riferimento alla durata del provvedimento dd. 15.12.2021”, con cui contesta che nel provvedimento non vengono in alcun modo esplicitate le ragioni per cui la sua durata è pari a quella massima di legge, il che “non fa che confermare la natura meramente politica del provvedimento adottato, che non è stato soppesato sulla pericolosità reale del soggetto con riferimento al luogo da cui lo stesso veniva allontanato (…), e la volontà di segnare il sig. – omissis – con uno stigma a titolo non preventivo ma educativo, esemplare e punitivo nei confronti della comunità di coloro i quali hanno <osato> criticare l’operato di chi detiene il potere”.

MARIO DRAGHI

9 sigle appartenenti a 9 ordini afferenti le professioni sanitarie quali quelle di Psicologi, Infermieri, Assistenti Sociali, della Professione Ostetricia, dei Biologi, etc etc hanno preso la briga di scrivere e sottoscrivere “a nome delle donne e degli uomini delle professioni sociosanitarie (avranno poi chiesto il parere di tutti?) quello che loro stessi definiscono nel comunicato “un accorato appello all’unità e alla responsabilità al Presidente Draghi, al Ministro Speranza, a tutte le forze politiche e sociali, ad ogni singolo rappresentante delle istituzioni” . E ancora, scrivono: “Non è il tempo di lasciare solo chi, da oltre due anni con competenza e dedizione, combatte in prima linea la battaglia, ancora in corso, contro la covid 19″.

“Non è tempo di lasciare solo”. Cosa vorrà dire davvero questa frase? Non è che stiano subodorando un certo cambio di rotta?

Mi spiego. Negli ultimi due mesi la magistratura ha iniziato a rispondere, vuoi con ordinanze, vuoi con sentenze, vuoi con decreti, alle migliaia di ricorsi che i lavoratori, in particolare quelli delle professioni sanitarie, hanno presentato proprio contro le sospensioni imposte dai loro ordini e che hanno impedito loro di lavorare e di poter guadagnare per vivere, di poter provvedere al loro sostentamento. E le risposte non sono proprio a favore degli ordini. Alcune meritano di essere ricordate, quali ad esempio il decreto d’urgenza, firmato il 6 luglio scorso dal Tribunale di Firenze dal giudice della seconda sezione del Tribunale civile, con il quale l’autorità giudiziaria ha sospeso temporaneamente il provvedimento dell’Ordine degli Psicologi della Toscana che vietava ad una dottoressa di Pistoia di esercitare la sua professione di psicologa perché non vaccinata. La sentenza – che afferma che la psicologa potrà esercitare è ricca di obiezioni in merito a efficacia e sicurezza dei vaccini. Il provvedimento infatti oltre a decretare che la sospensione “afferma anche che i vaccini non impediscono la malattia e non assicurano condizioni di sicurezza in ambito sanitario per cui è irraggiungibile lo scopo che la vaccinazione obbligatoria si prefigge, così come affermato dagli stessi rapporti dell’AIFA.

La giudice afferma poi in merito all’art. 32 cost. che, anche volendo prescindere dalla riserva di legge, non è applicabile proprio in virtù della assenza dei benefici alla collettività (riferendosi all’esplosione di contagi nonostante l’enorme vaccinazione ), e ancora scrive che l’art. 32 “. E inoltre “. Infine, afferma la giudice . E questa è una.

Ma ricordo che prima ancora c’è stata la sentenza del Tribunale di Padova del 28 aprile 2022 con la quale il giudice ha affermato che l’obbligo vaccinale viola la Costituzione e, pertanto, “l’operatrice socio-sanitaria che ad esso si è sottratta deve essere immediatamente riammessa in servizio”, e ancora, la sentenza del Tar di Ivrea-sezione lavoro- del 15 marzo 2022 , che ha condannato ’Asl To3 al reintegro dell’Operatrice socio sanitaria “no vax” che aveva sospeso. E poi ci sono diverse ordinanze del Tar della Lombardia che hanno sospeso l’efficacia dei provvedimenti emessi dall’ordine dei veterinari a danno di loro iscritti nella parte in cui non permettono alla professionista di svolere la propria professione nemmeno “con modalità da non implicare contatti personali di prossimità, siano essi con animali o con uomini, o comunque il rischio della diffusione del contagio da sars cov 2”.

Il 16 Luglio il Tar del FVG rispetto ad una docente ha pubblicato un’ordinanza con la quale ha accolto il ricorso di una lavoratrice che era stata sospesa perché non vaccinata contro il Covid. I giudici del tribunale amministrativo friulano hanno chiarito che il termine di 90 giorni stabilito per imporre la vaccinazione dopo la guarigione non è indicato né in un decreto nè in una circolare, bensì in una nota del Ministero della Salute emanata in risposta ad una richiesta di chiarimenti da parte della Federazione degli Ordini dei medici (Fnmoceo). Mentre la circolare del Ministero datata dicembre 2021 indica come termine 120 giorni, ma solo in riferimento alla somministrazione della terza dose nei soggetti guariti. In conclusione , il Tar del Friuli Venezia Giulia considera un’altra circolare della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute (n. 32884/2021 del 21 luglio 2021), secondo cui è «possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARSCoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione». Che non sono nè tre nè quattro mesi.

E questa analisi fa già capire quanta confusione il Ministero abbia saputo fare, tra l’altra stabilendo termini a caso, cioè senza alcuno studio o ricerca a supporto non solo delle tempistiche ma anche della effettiva necessità di una vaccinazione in soggetti che abbiano già incontrato e superato la malattia.

Detto questo comunque il punto è che per gli ordini professionali nei Tribunali non tira una buona aria. E ripeto non sarà a questa situazione che si riferiscono quando dicono “Non lasciateci soli? Adesso che bisogna tirare le somme di tanti atteggiamenti perpetrati per due anni a danno dei lavoratori, e non solo?

PLEASE DON’T GO : APPELLI SCRITTI A NOME DI CHI?

Dovrebbe lasciare davvero molto perplessi anche che degli ordini – e non solo loro- si stiano pronunciando rispetto a questioni meramente politiche che non competono loro, mi chiedo poi a che titolo lo fanno. Non mi risulta infatti che agli iscritti sia stato chiesto nulla. Ergo i presidenti degli ordini hanno agito senza una delega, si sono auto proclamati portatori della volontà degli iscritti. Ma non sono i soli ad essere andati ben oltre le proprie competenze. Anche 2000 sindaci ( in Italia abbiamo 7904 comuni) senza passare nemmeno per i consigli comunali, hanno esternato con una lettera pubblica la stessa richiesta a Draghi, arrogandosi un potere che non gli competeva: a nome di chi hanno scritto quella lettera? Hanno esternato la volontà di chi? Chi li ha delegati? E così pure il rettore del politecnico di Milano anche lui si è preso la briga di scrivere due righe per implorare Mario Draghi di non andare via e così pure hanno fatto altri protagonisti della scena internazionale, quali gli Stati Uniti, La Nato, la Bce, la Commissione UE, Goldmann Sachs, che nella penisola a forma di stivale hanno ancor più peso dei protagonisti nazionali e a quanto pare dei cittadini italiani.

RIFLESSIONE

Detto questo dovrebbe far riflettere e molto come in questo momento, tutti i centri di potere si siano agitati all’idea che Draghi giri i tacchi e se ne vada, per due ragioni almeno, la prima è che a gran parte della politica importa poco e niente cosa pensino gli unici che avrebbero il diritto ad esprimersi ovvero i cittadini italiani. La seconda è che, stando a PD, Italia Viva, Leu e agli altri compagni pro Draghi , oltre a Draghi, non ci sia nessuno in grado di guidare il paese. Le risorse umane dei partiti sono cioè non scarse, proprio nulle. A quanto pare per loro non ci sono politici all’altezza di guidare questo Paese, a parte Draghi. E a Lui questi partiti si aggrappano come bambini che non sanno nuotare in mare e, in preda alle convulsioni del pianto, terrorizzati nel dover assumersi la responsabilità di fare quello che dovrebbe essere il loro compito, urlano in tutti i modi a Draghi di non andare via.

Adesso stiamo a vedere come va a finire. Draghi il 20 luglio ha ottenuto la fiducia con soli 95 voti favorevoli: il risultato più basso che il governo ha ottenuto in questa legislatura e con il “Non voto” di Forza Italia, M5s e Lega. Alla camera in sua difesa Draghi ha ripetuto che sono gli italiani a chiedere che lui resti e mi viene subito da rispondergli : ma quando mai!?! Ma è chiaro che lui si riferisce ai soggetti di cui sopra ordini e compagnia bella, mossi e manovrati dalla parte politica Pro Draghi e che hanno orchestrato il teatrino delle letterine a Babbo Draghi, alla faccia della volontà degli italiani. Adesso il Primo Ministro si è dimesso ma il messaggio che ha dato una certa politica di se stessa è davvero pessimo.

Intanto le sentenze contro le decisioni degli ordini (sempre più emanazione del potere politico che degli interessi degli iscritti) però continuano ad arrivare…

Pordenone: Annullato il foglio di via con il quale il 15.12.2021 il questore di Pordenone stabiliva il divieto a carico di Stefano Puzzer di fare ritorno nella città di Pordenone per tre anni.

Un’altra vittoria per Stefano Puzzer: dopo il daspo di Roma annullato anche quello di Pordenone. Il ricorso presentato al Tar di Trieste dagli avvocati Alessandra Devetag e Mirta Samengo è stato accolto in quanto “ fondati tutti i motivi di impugnazione formulati dal ricorrente”.

Le parole usate nella sentenza firmata dai magistrati Oriana Settesoldi, Manuela Sinigoi e Luca Emanuele Ricci sono molto significative e importanti in questo momento storico, perchè secondo me, restituiscono dignità al dissenso pacifico che in uno stato democratico è un valore e non un crimine come voleva far credere il Questore.

I giudici di questa sentenza hanno perfettamente colto quanto accaduto, mi chiedo però e non vi nascondo che mi ha creato molto timore verso le istituzioni – come abbiano potuto arrivare a dare un daspo a Stefano Puzzer a Pordenone travisando così tanto la realtà le forze dell’ordine.

Questa sentenza del Tar di Trieste vi confesso la stavo aspettando anch’io con ansia perché quel giorno a Pordenone c’ero con la mia telecamera e ho ripreso le immagini relative alla “manifestazione” che si svolgeva fuori dall’ospedale Santa Maria degli Angeli mentre un gruppo di sanitari era all’interno per parlare con il direttore Generale che ha rifiutato il confronto. Io sono entrata anche in ospedale dove ho intervistato il referente del gruppo, il dott. Fabio La Falce, e ho potuto parlare con alcuni componenti e vi garantisco che non erano solo pacifici erano anche avviliti, tristi, increduli per la discriminazione che stavano vivendo. Non ero presente quando è arrivato Stefano Puzzer ma tutta la parte precedente il suo arrivo l’ho visto, vissuto e documentato e vi garantisco che niente corrispondeva a una “Occupazione all’Ospedale di Pordenone” .

Il mio commento lo potete ascoltare nel video, qui riporto solo un passaggio della sentenza, secondo uno dei più cruciali.

“Il ricorso è, infatti, fondato, non sfuggendo il provvedimento questorile a nessuno dei vizi di legittimità dedotti dall’interessato. Invero – oltre ad essere di palesa evidenza l’apoditticità della durata fissata dal Questore al divieto inflitto al ricorrente di fare ritorno nel Comune di Pordenone, pari a tre anni, corrispondente a quella massima di legge, atteso che non è sorretta dalla benché minima motivazione, in palese violazione non solo, per l’appunto, dell’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi immanente all’ordinamento, ma anche di basilari principi di civiltà giuridica e rispetto della persona – la misura in sé risulta emessa in assenza dei presupposti idonei a legittimarla, al punto da sconfinare in uno strumento immotivatamente repressivo, che male si concilia con i principi democratici vigenti.”

Il Ministero dell’Interno è stato anche condannato al pagamento delle spese legali liquidate in €1500,00 e al pagamento del contributo unificato che Stefano Puzzer ha dovuto sborsare per poter presentare il ricorso.

Ricordo che Stefano Puzzer, che lavorava al Porto di Trieste da 25 anni è stato licenziato “per giusta causa” a dire del datore di lavoro, il 15 aprile 2022, perchè non voleva mostrare il Green Pass ( che aveva) per poter lavorare. Restiamo in attesa di giustizia anche su questo punto. Ad Maiora

IN OLANDA AGRICOLTORI, PESCATORI E VIGILI DEL FUOCO CONTRO IL GOVERNO GUIDATO DA MARK RUTTE

Almeno 30 mila i trattori che hanno occupato le strade olandesi direzione Aja, intasando 1136 km di strade. Così gli allevatori olandesi protestano contro le misure adottate dal governo Rutte.

Allineato con Bruxelles quanto a politiche ambientali,  il governo olandese ha imposto una riduzione del 30% del bestiame (suino, ovino e bovino)  ai propri agricoltori adducendo il fine di voler ottenere una riduzione, almeno del 40%, delle emissioni di azoto e ammoniaca degli allevamenti intensivi. Una riduzione così drastica e repentina che per molti allevatori si tradurrebbe nella perdita del lavoro, l’esproprio dei campi e degli allevamenti. Inoltre, a detta degli agricoltori, tale “politica” comporterebbe anche una riduzione significativa della quantità di cibo per la popolazione. E il messaggio gli agricoltori lo fanno arrivare forte e chiaro bloccando la distribuzione ai supermercati. Non solo, in segno del loro forte disprezzo per le politiche adottate hanno anche sparato letame sulla casa del Ministro dell’agricoltura Henk Staghouwer.

Ma non protestano solo gli agricoltori, alla loro rivolta si è aggiunta infatti quella dei pescatori a cui il Governo olandese avrebbe chiesto di adeguare i pescherecci, in caso contrario, il prossimo anno quando saranno messi in discussione i permessi di pesca, chi non sarà in regola non lo otterrà e non potrà quindi più lavorare. In tutta risposta i pescatori si sono uniti agli agricoltori e ad Harlingen hanno bloccato il porto con pescherecci da traino, sicché i traghetti per ore non hanno potuto raggiungere le isole di Terschelling e Vlieland.

E inoltre, ultima notizia, alle proteste si sono aggiunti anche i Vigili del fuoco.

Ciò nonostante il governo Rutte non si è mosso di un millimetro e insiste nell’ottenere l’obbedienza alle nuove disposizioni di politica ambientale. Non solo alle proteste il Governo ha risposto con una repressione dura che ha visto anche la polizia sparare contro un trattore e un poliziotto colpire una donna disarmata con un pugno al volto. Comportamento agghiacciante e inammissibile. Tutto è stato ripreso e quindi documentato dai telefonini.

Ma come è possibile che un Governo metta in atto politiche così tanto contestate? Probabilmente perché manca il totale dialogo tra Governo e soggetti che dovrebbero subire le nuove politiche ambientali. Cambiamenti così importanti dovrebbero essere innanzitutto concordati con chi li subisce, ottenuti con il rispetto e l’ascolto delle parti interessate e graduali. In altre parole cambiamenti di questo tipo dovrebbero essere frutto di intese ottenute con la diplomazia e quindi con un’attività prettamente politica che vede governo e popolo interagire per il bene comune, e non imposizioni calate dall’Unione Europea.  

“La Food & Drug Administration (FDA) statunitense ha discutibilmente autorizzato l’uso di emergenza di entrambe le iniezioni di mRNA Covid-19 di Pfizer e Moderna per l’uso tra i bambini di età pari o superiore a 6 mesi, nonostante il governo del Regno Unito abbia ammesso che il vaccino Covid-19 sta uccidendo i bambini dopo la sua pubblicazione dati forniti dall’Ufficio di statistica nazionale che dimostrano che i bambini hanno una probabilità da 82 a 303 volte maggiore di morire dopo la vaccinazione contro il Covid-19 rispetto ai bambini che non hanno avuto il vaccino contro il Covid-19.”

Ma dov’è finita la medicina che tutela i pazienti? Dove la precauzione? Perché non organizzano tavole rotonde aperte a medici, scienziati ricercatori NON GOVERNATIVI , CHE NON RICEVONO SOLDI DA GOVERNI E DA BILL GATES ( PRIMO FINANZIATORE DI EMA, FDA, AIFA nonche PRODUTTORE DI VACCINI).
PERCHÉ PROCEDONO SENZA CONSIDERATE QUESTE RICERCHE? PERCHÉ NON VALUTANO APPROFONDISCONO , VERIFICANO ULTERIORMENTE QUESTE RICERCHE?
PERCHÉ TANTA LEGGEREZZA E IMPUDENZA?
LA VITA DEI NOSTRI BAMBINI NON MERITA L’ADOZIONE DI TUTTE LE PRECAUZIONI POSSIBILI?

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https://expose-news.com/2022/07/08/ukgov-admits-covid-vaccine-killing-kids/

“Possono trattenere il virus per molto, molto tempo e noi consideriamo quell’area come un’autentica nuova opportunità di crescita per Paxlovid”. Queste sono le parole cariche di cinismo di Mikael Dolsten -Chief Scientific Officer & Research President per Pfizer Inc. riportate dal quotidiano “The Daily Caller” e in Italia da La Verità, in un articolo del 6 luglio a firma di di Alessandro Rico.

Non dobbiamo dimenticare che il vaccino/ siero anticovid è “uno dei prodotti più lucrativi della storia dell’umanità”. Solo l’anno scorso il fatturato della casa farmaceutica statunitense è raddoppiato, arrivando a 81,3 miliardi, mentre il profitto netto è stato di 22 miliardi, in crescita rispetto ai 9,1 miliardi del 2020. E nel 2022 è ancora aumentato. Adesso oltre al vaccino ( che non funziona) altra fonte di guadagno delle case farmaceutiche e’ il medicinale che dovrebbe curare la malattia covid19, il Paxlovid appunto, il nuovo prodotto su cui stanno investendo. I clienti affezionati e infettati non mancano. I contagi sono infatti alle stelle nonostante tre dosi di vaccino. Ma se torniamo all’anno scorso con la mente, questi imprenditori- affermavano ne sarebbero bastate due per sconfiggere il virus, poi 6 mesi fa hanno giurato ne sarebbe bastata solo un’altra, la terza, e oggi dicono che la quarta sarà la definitiva. Più dosi fanno, più guadagnano. E poco importa che ci siano effetti avversi anzi, così aumentano i clienti.. E procedono senza scrupolo alcuno tant’è che già dicono che dovremmo fare sempre una dose all’anno ( si inizia sempre così) salvi i più fragili, loro almeno due. Ma non finisce qui, chi si ammala nonostante 3-4 dosi (che le hai fatte a fare è ancora da capire) adesso c’è il paxlovid “la nuova area di crescita di Pfizer”.

Ecco noi abbiamo dato la cura della nostro corpo a cinici affaristi, che considerano le malattie buoni del tesoro. Più malati siamo più loro sono ricchi. È questa la nuova medicina? È così che volete essere curati? Vi sentite davvero tutelati da questa gente?

Mikael Dolsten

Immagine presa dal web

“Stiamo pensando ad una piattaforma per l’erogazione di tutti i benefici sociali, il nome provvisorio è IDPay, tutto direttamente in digitale, addirittura in pagamento anticipato, senza bisogno di dover anticipare i soldi, venire riconosciuti nel punto vendita e ricevere l’ammontare di bonus di voucher grazie alla piattaforma” e si può partire “già da quest’anno”. Sono le parole del ministro dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, al forum ANSA che si è tenuto lo scorso marzo: ‘Contanti addio, il futuro digitale dei pagamenti’. Ma cosa significa esattamente? In sintesi tutto sarà tracciato, e consentirà anche all’Agenzia delle Entrate di verificare e monitorare le spese di ogni singola persona in maniera esatta così come gli incassi di ogni commerciante.

“La piattaforma consentirà di standardizzare e digitalizzare esattamente i processi di erogazione dei benefici economici pubblici”, ha detto Colao.
“Lo sviluppo della piattaforma si concluderà, diciamo, in 6 mesi” ha chiarito il ministro, “ Il che vuol dire che entro la fine dell’anno contiamo di arrivare alla concreta messa in esercizio della piattaforma Idpay con almeno una pubblica amministrazione pilota” .

Ma questo è ancora niente. La Sogei, azienda “ingaggiata” per strutturare l’IDPay è la stessa che gestisce la piattaforma del Green Pass e sta preparando, l’avvio di una piattaforma dell’INTEROPERABILITÀ» dove alcune grandi pubbliche amministrazioni come l’AGENZIA DELLE ENTRATE, l’ANAGRAFE, il MINISTERO DELL’INTERNO e l’INPS AGGANCERANNO I DATI dei cittadini di cui dispongono. E in questa piattaforma sarà presente ANCHE il FASCICOLO SANITARIO di ciascuno di noi , “al fine di avere anche sul piano sanitario la possibilità di teleconsulto, telemonitoraggio e gestione da remoto”. Questo per la platea. In realtà cosa accadrà ad esempio in caso di “emergenza sanitaria”, ( vera o presunta tale)? Attenendoci alla storia recente, ogni cittadino che deciderà di non vaccinarsi, ad esempio, in automatico sarà individuato, contrassegnato nei monitor dell’INPS e considerato NON IDONEO AL LAVORO, e inoltre, verrà segnalato automaticamente presso l’Agenzia delle Entrate che, agganciandosi all’irregolarità, è facile desumere, potrà revocate sussidi o assistenza finché il cittadino non si metterà in regola con il piano vaccinale.

Tessera elettorale Addio

Il prossimo passo- ha detto inoltre Colao- sarà l’eliminazione delle tessere elettorali, “perché una volta che abbiamo legato i vari elementi uno si domanda perché, e torno all’esempio del green pass, ci voglia una tessera elettorale”. “Una volta che abbiamo l’anagrafe integrata e l’interoperabilità, della tessera elettorale cartacea non c’è più bisogno”. Speriamo resti il diritto di voto da esprimersi di persona e non attraverso un’identità digitale, la cui volontà sarebbe facilmente “condizionabile”.

TECNOLOGIA O CONTROLLO? COSA C’È DIETRO

Questa metodo di controllo, è un business, alla base del quale sta la creazione dell’ identità digitale, entità alla quale stanno lavorando, e sopratutto investendo, da diversi decenni, imprenditori privati quali Bill Gates, Facebook, the Rockefeller Foundation e la GAVI (Alleanza per i vaccini). Ma cosa c’è dietro tanto zelo? Quale idea di società e di umanità hanno questi soggetti privati da indurli a investire tanto denaro per controllarci e monitorarci? E poi perché tutto accade senza chiederci il consenso? Perché siamo indotti a subire queste decisioni? Quanto mette a rischio la libertà degli individui questo tipo di controllo? E se non fossimo d’accordo? Conta ancora qualcosa la nostra opinione?Forse è il caso di iniziare a pretendere dei chiarimenti su questi punti.

Giuseppe Barbaro

Per La dott.ssa Marina Di Fonso, consigliere dell’Ordine dei Medici, la memoria difensiva del Prof. Barbaro, depositata e sostenuta dall’AADOSS “era puntuale e convincente, soprattutto sul piano del diritto sanitario e sulla libertà scientifica” e si è rifiutata di firmare il verbale dell’udienza. La dott.ssa è stata minacciata dai colleghi e poi espulsa.

E pensate che prima dell’udienza diretta decretare o meno la sospensione del dott. Barbaro, gli addetti ai lavori, hanno prelevato i cellulari (con quale diritto poi) temendo proprio di essere registrati nel corso dell’udienza, e già questo è di per sè indice di poca trasparenza certo, ma ancor più testimonia la paura di questi individui che fanno pure i medici, di far trapelare all’esterno, il proprio comportamento e di essere quindi smascherati pubblicamente. Il dato positivo però è che, comunque, la registrazione è stata fatta con un dispositivo “non dichiarato” e così tutti potremo vedere e ascoltare come si comportano questi personaggi dietro le quinte ”

Detto questo ricordo che il dott. Giuseppe Barbaro, cardiologo dell’Umberto I di Roma, è stato sospeso perché – tenetevi forte, che qui superiamo l’assurdo per immergerci nella perversa follia governativa – “prescriveva esami per valutare i rischi del vaccino anti Covid a pazienti esposti alle trombosi e ha consentito così ad alcuni di ottenere delle esenzioni, probabilmente salvando loro la vita.” In sintesi e’ stato sospeso per aver fatto il suo lavoro. Pazzesco! E lo è ancor più se ricordiamo che il siero , o la terapia genica, chiamatela come volete, (ma non vaccino siamo alla quarta dose in un anno, un minimo di decenza medico- scientifica ci vorrebbe) causa la morte, e quindi è legittimo per un medico salvaguardare la vita dei propri pazienti, posto che questo è il suo lavoro! Gli avvocati di AADI che difendono il prof. Barbaro hanno dichiarato, rispetto alla sospensione, che si è trattato di “Una decisione che ci aspettavamo, di natura squisitamente politica in ossequio ai diktat del ministro Speranza e sulla linea delle direttive di Sileri che aveva promesso in TV di farla pagare a chi contraddiceva il Governo.

Adesso attendiamo gli ulteriori sviluppi.

Il racconto preciso di cosa accaduto all’udienza, nell’articolo pubblicato sul sito dell’Aadi: Associazione Avvocatura Degli Infermieri :

“Terremoto all’Ordine dei Medici Roma: AADOSS procede al commissariamento per corruzione. L’Associazione Avvocatura Degli Operatori Sanitari e Socio-Sanitari (AADOSS) gemella dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri (AADI), ha oggi presentato istanza per lo scioglimento e il commissariamento dell’Ordine dei Medici di Roma. Dopo che Giuseppe Barbaro e il suo legale di fiducia, Mauro Di Fresco, sono usciti dall’aula disciplinare dell’Ordine dei Medici il 9 giugno scorso, è scoppiata una bagarre tra i membri della Commissione disciplinare che hanno discusso animatamente per votare la colpa o la discolpa dell’imputato. La dott.ssa Marina Di Fonso, consigliere dell’Ordine dei Medici, non è riuscita a votare contro Barbaro ed ha espresso ai propri colleghi e, soprattutto al Presidente Dott. Maggi, che la memoria difensiva depositata e sostenuta dall’AADOSS era puntuale e convincente, soprattutto sul piano del diritto sanitario e sulla libertà scientifica. Le minacce profuse da più parti non si sono fatte attendere e, nonostante alla Di Fonso, come al Di Fresco in corso di udienza, fossero stati prelevati i rispettivi cellulari, la Di Fonso ha registrato le minacce con un altro dispositivo (ciò è legale) all’esito della quale è stata espulsa perché il suo voto avrebbe fatto arrabbiare qualcuno molto in alto. A nulla sono valse le raccomandazioni di imparzialità e equità profuse dal Di Fresco in audizione che, ricordando le minacce di Sileri (Vi renderemo la vita difficile), attenzionava i consiglieri a non farsi coinvolgere dalla politica e di rimanere sul terreno della scienza. Comunque, la Commissione, ha deliberato la sospensione di Barbaro in aperta violazione di legge perché nessun votante, in ossequio ai principi di imparzialità, deve essere influenzato o intimidito durante la formazione del suo giudizio e la Di Fonso, non solo è stata minacciata, ma è stata anche espulsa.

Di Fresco nell’istanza cautelare diretta all’organo supremo degli Ordini (la CEEPS), ha lamentato che la Commissione di Roma non ha mai consegnato a Barbaro il verbale, come invece stabilisce la legge, proprio perché non figurerebbe la firma della Di Fonso, obbligatoria per legge, pena l’annullamento dell’intera procedura.

Ora è tutto al vaglio della Procura della Repubblica che ha in esame la registrazione di quanto è avvenuto per i reati di violenza privata e interruzione di pubblico servizio (il consigliere dell’Ordine quando partecipa all’audizione disciplinare e vota è pubblico ufficiale).

Intanto, Barbaro, ieri, ha presentato una denuncia-querela preparata dal Di Fresco nella quale imputa a 4 consiglieri dell’Ordine, reati di concussione, corruzione e abuso d’ufficio, chiedendo la costituzione di parte civile.

Sulla scorta di quanto accaduto, oggi, l’AADOSS ha presentato istanza di Commissariamento dell’Ordine che, così parziale e orientato verso i diktat governativi, non potrà garantire oltremodo la legalità e la correttezza che la legge richiede per il suo buon funzionamento (art. 97 Cost.).”

https://www.aadi.it/post/terremoto-all-ordine-medici-roma-commissariamento-per-

L’intervista all’on. Francesco Forciniti di “Alternativa c’è” :

FRANCESCO FORCINITI

Con lui abbiamo commentato le ultime elezioni e i risultati del ballottaggio del 26 giugno; parlato del Parlamento e di come il potere legislativo sia sempre più prerogativa del Governo, e ancora, del movimento 5 Stelle e del cambio di casacca (ma sarà davvero così) del ministro Luigi di Maio del quale ha dichiarato: “E’ quanto di più lontano c’è da me nel panorama politico”, mentre per quanto riguarda il M5s, ha detto, “è persino più imbarazzante di lui..” Perchè? La risposta nella video intervista.

Alcune notizie in più: Nel 2023 si concludono i 5 anni di legislatura e nella primavera di quell’anno dovremmo avere le elezioni, uso il condizionale perchè i tempi sono strani e non me la sento più di dare niente per scontato. Sino ad allora comunque, il Governo resterà di di sicuro (sperando di essere contraddetta dagli eventi) in carica e nel frattempo sta facendo tutte le nomine strategiche piazzando uomini allineati all’Eni e alla Guardia di Finanza per indicare solo due dei luoghi di potere. Stando al quotidiano la Verità per le altre nomine chiave non in scadenza si indurranno gli interessati a dimissioni anticipate, al fine di rendere più difficile l’operato a un Governo che non dovesse rispondere ai requisiti voluti dell’attuale, questo sì che è agire per il bene dei cittadini….

“Lei è preoccupato?”

“Moltissimo”. Questa la risposta del dott. Franco Giovannini il medico-biologo che ha analizzato il sangue di oltre 1000 persone ( tra vaccinati e non vaccinati) usando il microscopio a campo oscuro e a campo chiaro insieme alla bioelettronica. Il risultato dell’indagine è stata sia la scoperta sconcertante della presenza di sostanze esogene “simil grafeniche” nel sangue, sia la constatazione che i globuli rossi sono totalmente diversi nei vaccinati per forma e dimensioni. Una situazione molto grave che ha indotto il dott. Giovannini ad avviare un’indagine ulteriore per andare fino in fondo per scoprire cosa stia accadendo al sangue delle persone.

Se fosse tutto riconducibile al vaccino, come pare, si tratterebbe di un avvelenamento di massa che si sta consumando con la complicità e il sostegno delle istituzioni tutte: Parlamento, Governo e Magistratura.marianna maior (riproduzione riservata©)

Rifiuta la mascherina in classe e perde la maturità con il 7 di media. La provincia di Pordenone torna a far parlare di sè, questa volta è il gesto di un giovane casarsese ribelle a finire nelle pagine della cronaca dei quotidiani.

L’intervista che potete ascoltare e vedere nel video qui sotto, è stata fatta al volo, con il telefonino, per strada. ero in corso Garibaldi e Enrico aveva da poco finito il suo intervento a WideLine Radio con Katia e Gio.

Enrico Centis

Enrico Centis, di Casarsa della Delizia, media del 7 all’Istituto Kennedy di Pordenone ha rifiutato di indossare la mascherina imposta per legge durante le 5 ore di lezione, comprese le ore di educazione fisica. E’ una misura antiscientifica” ha detto il ragazzo che, convinto delle sue ragioni, non ha fatto alcun passo indietro nemmeno davanti alla direttrice dell’istituto che non riuscendo ad ottenere da lui l’obbedienza alla norma ha chiamato i Carabinieri, “nemmeno avessi commesso un furto o un atto di vandalismo” “Mi hanno scortato fuori da scuola al pari di un delinquente” ha dichiarato il ragazzo in un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità.

Per Enrico, che è stato sostenuto da un solo docente in tutto l’istituto, “ribellarmi è stato un atto di dignità“. E se pensiamo che la norma che obbliga l’uso della mascherina in classe è contenuta nello stesso decreto che stabilisce invece non si debba usare la mascherina in discoteca, al bar e  in palestra, tutti luoghi che i ragazzi frequentano, come dargli torto. Questo è sicuramente uno di quei casi , sempre più numerosi , in cui viene da chiedersi, quale sia la ratio della norma, quale la logica dell’obbligo.

Questa è una storia che farà ancora discutere posto che Enrico, seguito dall’Avv. Fusillo ha presentato diversi ricorsi.

Tutto questo come dicevamo è accaduto a Pordenone città che non è nuova a gesti di persone che cercano di far notare le incoerenze “del sistema”, vive infatti sempre a Pordenone, e il caso ha voluto che proprio mentre stavo intervistando Enrico stesse passando di lì, anche il dott. Fabio La Falce, il farmacista ospedaliero che il 15 dicembre 2021 con un gruppo di infermiere ed Os chiese di poter parlare con il direttore dell’Asfo (Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale) per capire come mai molti infermieri, medici e os non vaccinati continuavano ( e continuano tutt’ora) a lavorare in violazione della norma che ne prevede la sospensione ed altri invece , erano stati sospesi. Perchè questa differenza di trattamento? Quali i criteri seguiti per attuare quella che in tutta evidenza è una discriminazione? A queste domande il gruppo di sanitari, non hanno ancora ricevuto risposta. Nemmeno dai sindacati. E ancora La Falce è colui che il 24 maggio 2022 ha anche denunciato pubblicamente durante l’assemblea dell’ordine dei farmacisti di Torino la violazione dell’appropriatezza prescrittiva dei vaccini, da cui potrebbero derivare conseguenze gravi per medici e infermieri vaccinatori, che non avrebbero alcuno scudo penale dalla loro. Insomma la città è piccola ma la responsabilità e l’impegno civile non mancano.

L’intervista è stata fatta al volo, con il telefonino, per strada. ero in corso Garibaldi e Enrico aveva da poco finito il suo intervento a WideLine Radio con Katia e Gio.

SUPERATI I 28.700 MORTI DA VACCINO CONTRO LA COVID-19 STANDO SOLO AI DATI RACCOLTI DAL VAERS.

Ad oggi sono oltre 28.700 i decessi registrati in seguito alle vaccinazioni contro il sars cov 2 solo dall’ ente statunitense Vaers (Vaccine Adverse Event Reporting System). A sollevare ulteriori preoccupazioni anche il fatto che eventi avversi e decessi variano sensibilmente a seconda dei lotti

In Europa il lotto EM0477 della Pfitzer ha prodotto 237 decessi e ancora non viene ritirato dal commercio, al secondo posto per numero di morti il lotto EN6201 sempre della Pfitzer, distribuito solo negli USA dove ha causato 120 morti fino a dicembre 2021 e 199 al 10 giugno 2022. Ciò significa che il 100% delle morti è stata prodotta dal 5% dei lotti prodotti! Questo è il punto cruciale da capire. Per cui le morti non vanno misurate sulle dosi complessive somministrate, ma sui lotti singoli che le hanno determinate..

I dati che riporto e che corrispondono a esseri viventi che non ci sono più, sono tutti pubblicati nel sistema di vigilanza statunitense Vaers, a portarli alla nostra attenzione Cristian Luca Atzori, ricercatore e attivista per i diritti umani, che sta monitorando, dall’arrivo dei vaccini per la prevenzione della Covid-19, i dati pubblicati dalla farmacovigilanza in ogni Stato al fine di fornire una lettura complessiva degli effetti avversi.

La particolarità dello studio si basa sul fatto che Atzori per ogni vaccino ha esaminato i singoli lotti, tecnica che gli ha permesso di evidenziare la grande diversità di effetti avversi da lotto a lotto. Ma da cosa può essere determinata questa differenza? L’ipotesi più accreditata è che vi siano variazioni sostanziali nei componenti presenti nei singoli lotti e da cui deriverebbe quindi una diversa tossicità degli stessi. Ma se così fosse, oltre alla gravità per le morti e i seri danni causati alla salute delle persone, si presenterebbero anche gravi irregolarità in riferimento al valore del consenso informato che si sarebbe quindi basato su prodotti non conformi a quelli effettivamente dichiarati all’atto della somministrazione. La situazione se così fosse sarebbe gravissima. Già solo a fronte del fondato sospetto, però, sconcerta la totale assenza di attenzione al problema da parte delle istituzioni: verificare e controllare al fine di rassicurare i cittadini in merito alla corrispondenza dei vaccini rispetto a quanto dichiarato dai produttori dovrebbe essere la normalità ed invece in Italia vige il divieto di fare queste verifiche e anche di porre lecite domande.

Vi lascio all’intervista. Ad Maiora – marianna maior (riproduzione riservata©)

Era quasi mezzanotte e non riuscivo a dormire. Avevo letto un articolo in cui un componente del Partito Democratico, che ha l’onore di avere un posto nel Consiglio regionale del FVG, ha attaccato la decisione dell’amministrazione comunale di Pordenone per aver deciso di conferire un premio alla Prof. Antonella Riem, dalle parole del consigliere si evince che la prof.ssa Riem non sarebbe degna del premio, ma sapete perchè? Mica perchè le manchino i titoli, niente affatto, il problema non è il merito professionale, bensì il fatto che avrebbe esercitato il diritto di esprimere la sua opinione in merito al green pass l’anno scorso firmando, un documento insieme ad altri 17 docenti, nel quale contestava la legittimità del green pass.

Per rinfrescare la memoria e sottolineare che non è tutto nero o bianco, la rivista The Lancet ricordo che ha pubblicato studi all’inizio di quest’anno, nei quali si evidenzia che non vi è “nessuna differenza sui contagi tra vaccinati e non vaccinati”, e vi sono inoltre molti altri articoli che contestano la validità del green pass per contenere la pandemia, senza considerare poi le varianti che hanno bucato i vaccini almeno già da un anno. Ma il punto non è questo. Non mi interessa entrare in queste argomentazioni adesso. Il punto è un altro e per certi versi anche più pericoloso, ovvero la criminalizzazione del dissenso. E mi colpisce molto il fatto che provenga proprio dal Partito Democratico, che dovrebbe difendere per definizione la libertà di espressione tout court.